La leggenda della pietra di Santa Augusta: a Serravalle tra torture e cristianesimo

L'attuale patrona della città di Vittorio Veneto fu sottoposta alle peggiori angherie da parte degli sgherri del padre, contrario alla sua fede cattolica, ma il suo stoicismo e il suo aiuto alle persone in difficoltà ne hanno fatto una donna amata da tutti i vittoriesi nel tempo

VITTORIO VENETO Una storia che mescola il cristianesimo, una donna e le torture...tutto questo è la leggenda di San'Augusta di Vittorio Veneto, che proprio della città è patrona insieme San Tiziano. Una storia, la sua, molto triste, cruda, ma densa di significato, soprattutto per i più religiosi.

Tutto ha inizio nella frazione di Piai di Fregona nella prima metà del V secolo (410d.c.) quando la santa trevigiana viene alla vita, almeno secondo il libro "Vita di santa Augusta" edito nel 1581 da Minuccio Minucci, protonotario apostolico e segretario di papa Clemente VIII, e inviato nelle stamperie di Colonia per essere inserito nel "De probatis sanctorum historiis" di Lorenzo Surio. Augusta era figlia di Matrucco, capitano visigoto del noto Re Alarico, che appena giunto in Italia e nella Marca si autoproclamò a sua volta Re facendo costruire una fortezza inespugnabile sul monte Marcantone presso l’attuale Serravalle. Matrucco però era avido di potere, tanto da estendere in breve tempo i suoi domini in Friuli, perseguitando anche gli odiati cristiani del nord-est dell'epoca. In quegli anni però la moglie rimase incinta, ma il travaglio non fu per nulla semplice, tanto che il marito fu costretto a trasferirla nella residenza di un nobile locale per cercare pace e tranqullità. Purtroppo però, nonostante tutti gli sforzi delle balie a suo libro paga, la moglie di Matrucco perse la vita dando alla luce la sua bambina che venne nominata Augusta come buon auspicio per il futuro. Ed è qui che nasce la sua leggenda, perchè nonostante il padre fosse notoriamente pagano, la bimba venne battezzata in gran segreto da un eremita del posto, segnando così il suo destino.

Infatti, già da piccolina, Augusta iniziò ad aiutare le persone in difficoltà e i cristiani perseguitati dal perfido padre, e come una vera cattolica seguì pedissequamente i dettami della sua religione (la leggenda vuole che abbia compiuto persino alcuni miracoli), in aperto contrasto con il Re. Fu proprio per questo che la giovane Augusta venne più volte imprigionata, torturata e insultata sia dal genitore che dai suoi sgherri, per cercare di farla rinsavire e tornare al paganesimo di casa. Fu perciò sottoposta alla dolorosissima ruota dentata, che però "stranamente" si ruppe, fu messa poi al rogo, ma questo si spense quasi subito, e persino le strapparono i denti a forza, fino a quando non si decise per la sua decapitazione in quanto non voleva saperle di abbandonare il suo credo, non prima però di averla legata ad una ruota e gettata a valle (ma anche in quell'occasione risultò alla fine illesa). Il suo corpo martoriato fu ritrovato però solo diversi anni dopo, sepolto in cima alla collina di Serravalle che ancora oggi porta il suo nome, deposto con cura nel punto più alto, più vicino alle stelle e al suo Dio. Ed è proprio qui che sorge il santuario in sua memoria, fatto costruire dal padre che, dopo aver fatto uccidere la figlia, passerà il resto dell'esistenza in Germania ad autoaccusarsi per quanto compiuto nel suo passato. 

Per il suo coraggio e la misericordia dimostrata, Santa Augusta è ricordata due volte nel calendario: il 27 marzo si ricorda il ritrovamento, durante il restauro del santuario nel 1450, delle sue reliquie; l'altro onomastico è il 22 agosto e per l'occasione a Vittorio Veneto si organizza una fiera. Le spoglie della santa si trovano oggi sul santuario posto sul monte Marcantone a cui si accede tramite un sentiero e sulla cui salita si affacciano sette cappelle secentesche e in passato vi transitavano frequenti processioni e pellegrinaggi, mentre ai giorni nostri è più meta turistica o di escursione domenicale per i vittoriesi. Attenti però che la leggenda non è ancora finita: chi infatti dovesse recarsi dietro l’altare dove riposano le spoglie di Augusta, troverà una pietra forata di origini antichissime. Se vi infilerete la testa, pregando la Santa, ogni male passerà come se non vi avesse mai tormentati.

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Paolo Dotta
    Paolo Dotta

    La pietà dei  fedeli d'un tempo,per evitare il trafugamento e la profanazione delle reliquie  della santa  da parte di orde  barbariche che assai spesso  infestavano la pianura veneta, le avevano gelosamente  nascoste -tanto da non ricordare più col  passare  degli anni - il luogo in cui  le avevano  nascoste - Nell'anno 1450, il  pievano  di Serravalle intendendo  ristrutturare la  chiesa  di S. Augusta,durante i lavori di scavo, trovè  un'Arca  di  pietra massiccia di un  solo pezzo che  aveva sopra una  copertura di pietra posticcia: il pievano  aveva  fortunosamente  scoperto il corpo  della  martire seravallese, tenuto nascosto e  dimticato.(Fonte: Serravalle nenna  Storia e nell'arte di  Villanova.)

  • fantastico questo è il mio paese natio che manco dal lontano 1967 che nostalgia

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