Anche Katia Ricciarelli alla festa per i venti anni di Jara

La nota cantante veneta, che ha scelto l'azienda di Mareno per la ricorrenza dei 50 anni di carriera, ha dedicato alcuni brani agli ospiti accompagnata dal baritono Alberto Zanetti, dal basso Demis Fugolo e dal pianista Andrea Albertini

La famiglia Marion con Katia Ricciarelli

Vent’anni a cavallo fra due secoli, affrontando con piena fiducia, quando nessuno ancora ne parlava, le coltivazioni biologiche. «Oggi, dopo 20 anni di agricoltura biologica, posso dirvi con franchezza che la strada per arrivare sin qui non è stata facile. Scioglievamo i cristalli di rame nei secchi: erano anni di esperimenti, di rischi e delusioni, però non ci siamo arresi. E oggi possiamo festeggiare un anniversario importante punteggiato da tanti premi e riconoscimenti da parte dei mercati internazionali». Queste le parole d’esordio di Massimo Marion nel discorso di apertura del compleanno dell’Azienda Agricola La Jara che sabato 8 giugno ha richiamato a Mareno di Piave gli operatori di settore che da sempre hanno creduto nelle sue potenzialità ad una festa fra aneddoti, sapori locali e la grande musica di Katia Ricciarelli.

La nota cantante veneta, che ha scelto la Jara per la ricorrenza dei 50 anni di carriera, ha dedicato alcuni brani agli ospiti accompagnata dal baritono Alberto Zanetti, dal basso Demis Fugolo e dal pianista Andrea Albertini. L’agricoltura biologica è stata una scelta profonda e non semplice da assumere che la famiglia Marion ha deciso di seguire nel 1999, quando Massimo e il fratello Paolo hanno impostato l’azienda su un modello di spiccata sostenibilità che si spinge fino ad un segmento di vini vegani. «Ricordo -continua Marion - un episodio relativo a quegli anni: ho perso quasi tutto il raccolto per un trattamento sbagliato. Questo non mi ha aiutato affatto a convincere mio padre, che all’inizio non era d’accordo all’idea di passare al biologico avendo sempre lavorato con metodo convenzionale’. Passare al biologico, scelta che noi figli abbiamo imposto, per lui è stato un trauma In quei primi anni abbiamo avuto tante discussioni e ringrazio mia madre che lo ha sopportato quando rincasava la sera».

Oggi l’obiettivo è completamente raggiunto in un perfetto intreccio di regole e tecnologia che permette di svolgere ogni passaggio della produzione - dalla coltivazione alla vinificazione, dalla spumantizzazione al confezionamento - senza alcun contributo della chimica e senza emissioni collegate all’energia impiegata. Altra peculiarità dei vitigni di La Jara, uno dei top player nel mondo del Prosecco Bio, è la loro collocazione su 60 ettari di suolo caratterizzato dalla forte presenza dei sassi bianchi calcarei del greto del fiume Piave, i quali accumulano calore durante il giorno per restituirlo lentamente di notte, favorendo i profumi che contraddistinguono i vini ottenuti da uve Glera, Pinot Grigio e Chardonnay. Ogni anno le bottiglie prodotte sono oltre un milione, destinate per il 97% all’esportazione in 25 paesi esteri, per un fatturato complessivo di cinque milioni.

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