Facciamo luce sull'ombra: ecco perchè si chiama così

Due "ombre" e due "cicchetti"

A molti piace berla, ma in pochi conoscono l’origine del nome. Stiamo parlando dell’”ombra”, il bicchiere di vino nella sua declinazione prettamente veneta. In effetti sembra difficile stabilire con certezza quale sia l’origine del termine, e non mancano ipotesi più o meno fantasiose. Tra tutte, quella che sembra più plausibile, è quella secondo cui il termine “ombra” deriverebbe dall’usanza in voga ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, di conservare il vino all’ombra per tenerlo fresco e non farlo deteriorare. Si racconta in particolare che, tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo, all’ombra del campanile di piazza San Marco, vi fossero venditori ambulanti che durante la giornata spostavano i loro banchetti e le damigiane di vino da mescere seguendo l’ombra del campanile che si spostava nella piazza con lo spostarsi del sole.

Cercando nel web, sul sito Venipedia, si trova un’altra ipotesi interessante: nel sestiere di San Polo, nell’antica osteria Alla speranza, alla fine dell’Ottocento, la misura di vino corrispondente a un decimo di litro, veniva chiamata “ombra”. Questa ipotesi tuttavia farebbe risalire l’origine del nome a tempi molto più recenti ed è più probabilmente una semplice conferma tangibile del fatto che il termine fosse in uso da tempo, tanto da essere utilizzato ufficialmente come unità di misura. E proprio questo particolare ci riporta ad una terza ipotesi molto interessante, avanzata già nel 1973, dal giornalista Gianfranco Folena in un articolo del giornale “Giorno”, secondo cui il termine deriverebbe dal significato italiano di ombra, intesa come una quantità minima: “(…) usato come tante altre parole soprattutto in espressioni negative per designare una quantità minima di solito astratta (neppure l’ombra del dubbio, senza ombra di malizia, e così nei dialetti: veneto “gnanca l’ombra” (…) infatti la misura canonica dell’ombra doveva essere in origine minima, un decilitro di vino o poco più…” In definitiva un’”ombra” di vino, un po’ di vino, sufficiente a “sporcare il bicchiere”.

Non possiamo essere certi di nessuna di queste ipotesi, e non è da escludersi che in qualche modo alcune di esse possano anche sovrapporsi, quello che è certo è che il termine è rimasto in uso soprattutto per indicare piccole quantità di vino e generalmente vino della casa, non certamente pregiato, e questa particolarità risulta compatibile con tutte e tre le ipotesi sopra esposte. Senza ombra di dubbio.

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