Il premio Gambrinus Mazzotti ha vinto il premio Festival ViVe

La cerimonia si è tenuta lunedì 3 dicembre a Piazzola sul Brenta. Nell'anno del sessantesimo anniversario della fondazione un grande riconoscimento dall'istituto regionale Ville Venete

Lunedì 3 dicembre a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta, l’Istituto Regionale Ville Venete, nato dall’infaticabile lavoro dello studioso trevigiano Giuseppe Mazzotti, ha voluto di premiare la figura del proprio fondatore e il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” che oggi ne tiene viva la memoria, assegnando il Premio Speciale Festival ViVe 2018.

La cerimonia, organizzata per i sessant’anni dell’Istituto, evoluzione dell’Ente Regionale per le Ville Venete, nato dall’impegno di Mazzotti, si inserisce nell’anno europeo del Patrimonio culturale, in cui le regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia hanno voluto mettere in primo piano proprio le ville, valore unico e peculiare del territorio nordestino. L’Istituto Regionale ha ripercorso la sua storia partendo dalla figura di Giuseppe Mazzotti, che fu il primo ad intravvedere la necessità di un recupero e di una tutela delle ville venete e palladiane all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, quando queste preziose dimore si trovavano in condizioni molto critiche, intraprendendo quella che viene ricordata come “la più bella battaglia culturale” della nostra regione.  Mazzotti nell’immediato dopoguerra documentò lo stato delle ville con migliaia di scatti fotografici, attirando l'attenzione dell'opinione pubblica e del Governo sulla necessità di valorizzare questo particolare patrimonio architettonico veneto. Denunciava nel 1957 su Le Vie d’Italia: “Girando per la campagna alla “scoperta” delle ville non segnalate, si è potuta fare una probante e triste esperienza in materia. Stupende sale a stucchi ridotte ad uso di stalla; soffitti dipinti crollati o crollanti. Edifici di rara bellezza in mano di proprietari che minacciano o compiono trasformazioni.

Fu lui il promotore nel 1952 della prima mostra sulle ville venete che fece tappa prima a Treviso, al Salone dei Trecento, poi al Palazzo Reale di Milano, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, quindi a Londra al Reale Istituto degli architetti britannici, in altre 12 città inglesi e infine a Copenaghen. Il risultato fu eccezionale: lo stato, gli enti pubblici, privati, divennero presto consapevoli dell'immenso significato storico e artistico della civiltà veneta e cominciarono a preoccuparsi della tutela e della conservazione delle ville. Il premio assegnato dall’Istituto Regionale e ritirato dalla figlia di Giuseppe Mazzotti, Anna, riconosce non solo il valore inestimabile del lavoro dello studioso trevigiano, mancato nel 1981, ma anche “l’attività svolta e l’impegno profuso a favore della valorizzazione letteraria delle ville venete” dal Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.

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