Due Alpini si ritrovano dopo mezzo secolo grazie alla Prosecco Cycling

Albino Bertazzon, capogruppo delle “penne nere” di Pieve di Soligo e grande appassionato di ciclismo, ha riabbracciato dopo oltre 48 anni l’ex commilitone Dante Stefani

In foto Dante Stefani (a sinistra) e Albino Bertazzon

Non si vedevano da quasi 50 anni e hanno potuto riabbracciarsi grazie alla Prosecco Cycling. Albino Bertazzon e Dante Stefani hanno prestato servizio militare negli Alpini nel 1970. Poi, come spesso accade, si sono persi di vista.

Albino, capogruppo degli Alpini di Pieve di Soligo e grande appassionato di ciclismo (è giudice di gara a livello nazionale), si ricordava di Dante per un episodio capitato durante la naja, quando un mulo imbizzarrito mise in pericolo la vita di entrambi. E ha chiesto aiuto alla Prosecco Cycling per rintracciare l’ex commilitone. L’evento che ogni settembre porta oltre duemila ciclisti a pedalare tra le colline del Prosecco si è messo in moto, sfruttando i tanti contatti maturati negli anni in Italia e all’estero. La ricerca è arrivata sino in Svizzera, dove Dante Stefani ha trascorso da emigrante una parte della sua vita, ma poi l’ex alpino è stato rintracciato a Pezzaze Val Trompia, nel Bresciano. Qui, nei giorni scorsi, Albino ha potuto finalmente abbracciare Dante e il ricordo è subito andato a quell'episodio di quasi mezzo secolo fa. «Era il 20 febbraio 1970 – racconta lo stesso Bertazzon -. Durante la marcia di rientro dal campo invernale della 115^ Compagnia Mortai del Battaglione Cividale, non lontano da Chiusaforte, in Friuli, mentre attraversavamo una galleria sulla Pontebbana, il rumore di un camion spaventò i muli che si imbizzarrirono e travolsero gli alpini in marcia. I muli parevano impazziti. Vedevamo le scintille sull'asfalto provocate dalla loro corsa nel buio della notte. Una mula travolse Dante, che cercò invano di trattenerla, e poi mi colpì alle spalle con la bocca da fuoco del mortaio che trasportava sulla schiena, trascinandomi a terra per parecchi metri».

Tra il mondo degli alpini e la Prosecco Cycling c’è un rapporto ormai consolidato. Grazie all'intervento della Prosecco Cycling, nel 2017 un alpino piemontese, Cesare Einaudi, ha ricevuto in dono una bici d’epoca, dopo che la sua era stara rubata in occasione dell’Adunata di Treviso. E l’anno scorso la Prosecco Cycling ha coinvolto alcuni suoi partner nella ricostruzione della sede degli alpini di Ponte della Priula andata distrutta in un incendio. La Prosecco Cycling esprime un concetto di identità territoriale che è molto vicino alla sensibilità del mondo delle penne nere, e non è un caso che l’organizzazione dell’evento di Valdobbiadene veda in prima fila gli Alpini di ben cinque sezioni (Pieve di Soligo, Falzè di Piave, Lago di Revine Lago, Ponte della Priula e Sernaglia della Battaglia), oltre all'associazione d’Arma di Miane e all'associazione Paracadutisti sezione Piave. L’incontro tra Albino Bertazzon e Dante Stefani è anche il segno di un legame sempre più forte tra la Prosecco Cycling e il mondo alpino.

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