Anno da record per l'Holi Festival: tra baci e selfie il tour chiude con 150 mila presenze

Successo per il format che si ispira alla tradizione indiana. Il segreto? La gara del bacio più colorato e la selfie mania che ha contagiato sedici città italiane. Gli event manager dei veneti Fabio Lazzari e Marco Bari: “Ora è tempo di tornare in India, dove tutto è cominciato. Porteremo la nostra solidarietà ai bambini audiolesi di Nandanagar”

TREVISO L’Holi il festival dei colori il 17 settembre scorso ha chiuso il tour estivo nella capitale salutando il popolo degli Holi Lovers con un “Arrivederci Roma al prossimo anno”. Sì perché dopo sedici tappe per tutta Italia, dalle città ai litorali balneari, l’Holi ha incassato un sold out dopo l’altro. Gli event manager, ideatori del format, il trevigiano Fabio Lazzari e il vicentino Marco Bari sono stati i primi a cogliere le potenzialità dell’antica festa indiana per tradurla in un autentico festival itinerante carico di messaggi positivi di amore e fratellanza. Un’alchimia magica di musica, esplosioni di arcobaleni coloratissimi e divertimento spensierato per tutte le età hanno fatto dell’Holi un fenomeno sociologico e una moda che è impazzata ovunque.

Per farsi un’idea della grandezza del festival, ecco una veloce panoramica del tour appena concluso. Sedici intense tappe che hanno registrato numeri incredibili, dalle spiagge veneziane come Jesolo e Caorle alla perla della Duse, Asolo, passando per il suggestivo lago di Garda e per Vicenza, la patria del Palladio e poi per Treviso, nella splendida villa Margherita. Bagno di folla a Padova allo Sherwood Festival (quasi 20 mila persone) e via per Trieste, Trento, Legnano, Bergamo fin giù nella calorosa Emilia Romagna durante la popolare Festa dell’Unità e la storica Festareggio per infine concludere nella grande Roma, a Città dell’Altra Economia. Il totale? “Abbiamo contato oltre 150 mila presenze – afferma Fabio Lazzari -  un record assoluto. L’Holi Summer Tour ha superato qualsiasi nostra previsione e questo dimostra la bontà del festival, e il cuore e l’energia che ci mettiamo”. Il segreto di questo successo? La gara del bacio colorato più emozionante e la selfie mania che ha dilagato ovunque.

Ma ciò che veramente spinge e motiva questi due anager è lo scopo solidale del format e per il quale tutto è nato: “Crediamo alla tradizione indiana – racconta Marco Bari -  noi la mischiamo con dj set e la spieghiamo ai giovani attraverso i concerti. Ma non è solo questo. Durante il tour proponiamo a tutti di aiutarci nella raccolta di fondi per la Fondazione Fratelli Dimenticati che corre in aiuto dei bambini audiolesi di un villaggio in India”. La Fondazione  è una onlus di Cittadella, nel Padovano, che  finanzia un progetto a Nandanagar, un villaggio nel Nord-Est dell’India dove nel 2006 è stata istituita la Ferrando School, un istituto che accoglie bambini audiolesi con l’obiettivo di intervenire precocemente nella diagnosi e nella cura della sordità mettendo a punto percorsi terapeutici che possano aiutare i bambini a sviluppare le proprie capacità e migliorare la propria qualità di vita. I bambini sono seguiti con percorsi personalizzati specifici e possono usufruire di protesi e apparecchi acustici. Ora che si è concluso il tour di successo, Fabio e Marco stanno programmando un viaggio nell’amata India: “Aiuteremo con la nostra musica questi bambini e torneremo più entusiasti e pieni di sorprese per il prossimo anno”.

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