Storia del giornalismo trevigiano e padovano: i legami tra la città del Sile e Padova

L'opera di Sante Rossetto, un corposo lavoro di oltre trecento pagine edito da Canova, analizza dettagliatamente le testate di ogni settore uscite dal 1807 (fondazione del napoleonico Regno Italico) ad oggi

TREVISO C’è una piccola fetta di “patavinitas” nel recente studio di Sante Rossetto “Giornali e giornalisti trevigiani”, il corposo lavoro di oltre trecento pagine edito da Canova, che analizza dettagliatamente le testate di ogni settore uscite dal 1807 (fondazione del napoleonico Regno Italico) ad oggi.

Il primo legame tra la città del Sile e Padova risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando nella città del Santo esce nel 1873, come supplemento al giornale serio-faceto “Codino”, l’almanacco satirico “La Coda”. Una presenza giornalistica che nel 1881 si sposterà a Venezia e poco dopo a Treviso dove “La Coda” è supplemento al quotidiano cattolico “L’Eco del Sile”.

Altro legame si crea nel 1913 con la direzione della “Gazzetta trevisana”, nata l’anno prima, acquisita da Francesco Sandoni che era alla guida de “La Provincia di Padova”. Sandoni, che diventa anche proprietario del quotidiano della Marca, mantiene la direzione delle due testate. La “Gazzetta trevisana” chiuderà nel 1917.

Nuovo intreccio fra le due città nel dicembre 1918, quando il quarantenne giornalista patavino Nicodemo Bertocco diventa direttore della rinata “Gazzetta trevisana”. Bertocco, purtroppo, resterà alla guida del quotidiano per un solo mese perché nel gennaio successivo muore in un incidente stradale.

Siamo ancora nell’immediato primo dopoguerra. Nel 1920 il giovanissimo Alberto Bertolini, padovano classe 1901, è alla direzione del neonato settimanale repubblicano “La Riscossa”. Bertolini vi resta soltanto un paio di mesi, perché chiamato alla cronaca della “Gazzetta di Venezia” e poi al Gazzettino. Del giornale veneziano Bertolini diventerà inviato e una delle firme più celebri. Vi resterà fino al 1963 quando morirà in un incidente stradale mentre era in viaggio per un servizio. Oltre che eccellente giornalista, Bertolini fu un applaudito commediografo.

Anno 1922: il settimanale socialista trevigiano “Il Lavoratore”, nato nel 1899, diventa “Giornale delle Provincie di Padova, Treviso, Venezia”. Ma fu l’ultima fiammata di una testata che si spegnerà poco tempo dopo. Infine, nel secondo dopoguerra, a Treviso si stampa “Il Popolo della Marca”, settimanale che usciva come edizione trevigiana de “La Libertà” di Padova. Era una testata democristiana e alla sua guida era Domenico Sartor, uno dei più autorevoli rappresentanti scudocrociati della Marca.

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