“Uno contro tutti”: cento anni fa la storica impresa di Cabruna nei cieli di Ponte di Piave

29 marzo 1918 - 29 marzo 2018: due date unite da un unico filo conduttore, ossia la battaglia aerea tra lo Spad di Cabruna e la squadriglia Brumovoski

PONTE DI PIAVE «Uno contro undici. Lontano dalle linee senza possibilità di soccorso, lupiciatto presso alla unità ringhiosa. Una mitragliatrice contro dieci. Quattrocento colpi contro quattromila. Guardò ancora la sstriscia lontana del Piave, il cielo bello, la pianura che, spaccata dalla nebbia, si stendeva monotona ed eguale giù, giù verso il mare. Una sola certezza aveva: quella di poter tornare indietro; di dileguarsi, non visto com’era venuto; di riguadagnar rapidamente la linea del Piave ed evitare ogni scontro. Di questo era sicuro…Già una mano premeva sulle manette comando del motore, già l’altra piegava l’apparecchio obbediente sulla via del ritorno…Fu allora che Cabruna apostrofò Cabruna: Vigliacco - Hai fifa. Dio del cielo infinito, Dio nostro che ci dai venti e bufere, luce e sole, Dio grande che hai conosciuto tutti gli ardimenti, Dio potente che puoi con un soffio troncar l’ala e con un gesto arrestare il rombo possente del suo cuore; che puoi ghermirci nei cieli così come il falco la sua preda, con gli artigli tenaci ed il rostro che stronca, Dio nostro tu soltanto potresti dire - poi che tu soltanto ne fosti testimone - quello che fu il vero combattimento che nel mattino del 29 marzo 1918 si compì, tra Piave e Livenza, nel cielo di Ponte di Piave: Cabruna contro Cabruna…»

Con queste parole Ugo Fischetti racconta l’impresa di Ernesto Cabruna, racconto che viene ripreso nel libro di Monsignor Costante Chimenton attraverso il quale viene ricostruita nel dettaglio l’impresa che si è compiuta sopra i cieli di Ponte di Piave in quel lontano 29 marzo 1918. Ernesto Cabruna, alla guida del suo velivolo era in servizio di pattuglia da Ponte di Piave al mare durante il quale si spinse al di là del Piave, e mentre stava pericolosamente sorvolando l’area che andava dalle linee nemiche al Livenza, all’improvviso vide a levante quelli che lui chiamò degli “strani bagliori rossi”, i quali altri non erano se non i riverberi provocati dalle ali rosse della squadriglia Brumovoski. Per vedere che si trattava di un bombardiere scortato da dieci caccia, dovette spingersi in alto nello spazio aereo nemico, ma pur constatando quanto impari fosse lotta non esitò a calarsi su di loro ed a portare lo scompiglio in tutto il pattuglione sfruttando l’effetto sorpresa. Anche quando fu circondato dagli avversari, pur sentendosi perduto, non abbandonò l’impresa e avventò l’ultima raffica su un incauto nemico che non poté sfuggire al suo assalto e fini abbattuto.

Dopo quest’ultima raffica, già quasi vicino a terra, Cabruna richiamò l’apparecchio facendolo salire ancora in alto per essere in condizioni più favorevoli per sostenere l’assalto che gli altri apparecchi gli avrebbero mosso. Lo Spad di Ernesto Cabruna aveva le ali ormai lacerate e i timoni sforacchiati, quando uno dei cavi d’acciaio a sostegno dell’ala fu stroncato da una pallottola e divenne solamente un peso inerte e pericoloso. La sua sorte sembrò irrimediabilmente compromessa, ma nonostante ciò gli aviatori nemici non si sentirono l’animo di affrontare un nuovo duello con il valoroso pilota italiano, che pure in condizioni disagiate, si stava mostrando deciso alla morte in combattimento pur di compromettere la loro missione, perciò piegarono i comandi alla via del ritorno e rientrarono alla base, ove avrebbero avuto non poche difficoltà a spiegare come il fallimento della loro spedizione fosse stato decretato da un solo aereo avversario, seppur guidato da un cavaliere del cielo la cui abilità era destinata a rimanere nella storia. Grazie a questa straordinaria impresa al Ten. Pil. Ernesto Cabruna fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare, oggi conservata presso il Museo D’Annunzio al Vittoriale degli Italiani. L'episodio ebbe grande risonanza e venne riportato sulla Domenica del Corriere, anno XX n.36, con la rappresentazione del celebre disegnatore Beltrame.

L’Amministrazione comunale nel novembre 2016 ha inaugurato vialetto ed un Monumento al Ten. Pilota Ernesto Cabruna, una deriva di un AMX gentilmente concessa dall’Aeronautica Militare grazie al prezioso interessamento del Comandante del 51° Stormo e la collaborazione dell’Associazione Arma Aeronautica – Nucleo di Ponte di Piave – e dell’Associazione Carabinieri in congedo di Ponte di Piave, mentre nel novembre del 2017 a quasi cent’anni dalla storica impresa ha voluto ricordare le eroiche gesta di Cabruna, cittadino onorario di Ponte di Piave dal 1926, con la collocazione di una stele, alla presenza della nipote, Prof.ssa Matilde Bassi, che rientra in un progetto più ampio che vede coinvolti i Comuni del territorio opitergino mottense denominato “I percorsi della Grande Guerra”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Scopre di avere un tumore, maestra d'asilo muore 5 giorni dopo

  • Trovata in casa senza vita: albergatrice trevigiana muore a 63 anni

  • Allarme rosso per il livello del Piave: ordinati gli sgomberi delle golene

  • Travolto dal suo furgone mentre lo sta caricando, muore ambulante

  • Si era dato fuoco di fronte al "Per Bacco", muore dopo cinque giorni di agonia

  • Maltempo, sui social insulti contro i veneti alluvionati: «Ben vi sta»

Torna su
TrevisoToday è in caricamento