Il progetto trevigiano "Marco Polo" dà voce alle donne armene

Presentato nello stand della Regione Veneto durante la mostra del cinema di Venezia il lungometraggio Sishu. La Via della vita promosso da Marco Polo Project, realtà veneta impegnata nel creare ponti culturali tra oriente e occidente

Sarà Venezia, crocevia di culture e saperi, a fare da sfondo al progetto cinematografico Sishu. La Via della vita presentato nello spazio della Regione del Veneto nel corso della 76 ^ Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Un lungometraggio che è sintesi di intreccio tra tra la cultura mediorientale e occidentale e più precisamente tra cultura armena e italiana. Un'iniziativa fortemente voluta da Marco Polo Project che per la terza volta arriva al Lido e attraverso la sua azione dà voce e risalto ad alcune minoranze culturali superando pregiudizi, credi, colori della pelle e confini. Un progetto che è un elogio alla multiculturalismo e alle donne, Anahid Abad è infatti la regista che, con la sensibilità che la distingue, dirigerà le riprese non appena il progetto sarà concluso. Scopo della conferenza stampa, infatti, far conoscere il progetto con l'obiettivo di sostenere la cultura armena anche grazie alla partecipazione degli imprenditori italiani che vorranno aderire all'iniziativa.

«Stiamo lavorando a questo progetto già da molto tempo, la sceneggiatura è già tradotta in italiano e il film verrà interamente girato in Italia e la maggior parte delle scene godranno della magia regalata da Venezia -Darya Garekani, presidente Marco Polo Project, iniziativa dell'Associazione Trevigiana Blue knowledge- ci auguriamo presto di poter incontrare imprenditori e personalità sensibili all'argomento per portare a termine questo progetto il prima possibile». «Sono felice che questa associazione vede in Venezia un luogo dove sviluppare un progetto senza confini e un dialogo tra i popoli -afferma l'assessore alla regione Veneto Cristiano Corazzari- come regione stiamo cercando di investire in modo importante nell'arte cinematografica perché ha una duplice valenza: da un lato quello di far cresce ancora l'identità di questa città, dall'altra far conoscere anche il territorio che la circonda e che è unico al mondo. Ci auguriamo che questo settore cresca ancora molto e crei indotto, professionalità e maestranze».

Un viaggio tra due mondi alla scoperta delle differenze che avvicinano i popoli. È questo Marco Polo Project, fortemente voluto da Orietta Trevisanato, veneziana ma residente a Treviso dove ha fondato il Centro Blue Medical Center di Godega di Sant'Urbano, e Darya Garekani nata a Theran e residente a Roma. Due donne, anche in questo caso, innamorate della loro terra che riconducono la loro idea di connessione tra le culture, tra arte e commercio, proprio nella figura di Marco Polo. Ad abbracciare l'iniziativa l'Associazione Blue Knowledge nata nel 1992, dalla stessa Orietta Trevisanato, per sostenere iniziative di carattere culturale e solidale in particolare verso il continente africano. Consegnata in questa occasione anche il premio Marco Polo Project dedicato a chi con le proprie opere e il proprio impegno ha contribuito e contribuisce a “collegare attraverso l’arte, il cinema, la musica e la letteratura l’Oriente e l’Occidente”, valori che da sempre contraddistinguono il navigatore veneziano e la sua città. Il premio nell'edizione 2019 è stato conferito a Regione del Veneto rappresentata dall'Assessore alla Cultura Cristiano Corazzari, Al Comune di Venezia, rappresentato dal Sindaco Luigi Brugnaro, a Homayoun Ershadi in qualità di attore e protagonista in ruoli magistralmente interpretati, che ha saputo riflettere e muovere le emozioni sui luoghi profondi dell’animo umano , Anahid Abad, in qualità di regista, appassionata della sua terra orientale, che racconta con le immagini, associando la verità alla leggerezza del sogno.

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