I vertici attuali di Veneto Banca: "Daremo piena collaborazione all’Autorità giudiziaria"

L'AD Cristiano Carrus: "Il nuovo Consiglio di Amministrazione, che si insedierà dopo l'assemblea di lunedì 8 agosto, proseguirà nell'azione di responsabilità nei confronti di chi si è reso responsabile del dissesto delle banca"

MONTEBELLUNA I dirigenti di Veneto Banca hanno offerto oggi e offriranno sempre piena collaborazione all’Autorità giudiziaria ed alla Guardia di Finanza, che ha eseguito provvedimenti e perquisizioni su eventi riferiti a passate amministrazioni nell’ambito delle indagini da tempo avviate dalla Procura di Roma, in relazione alle già note ipotesi di reato di aggiotaggio e di ostacolo alla vigilanza.

L’Amministratore Delegato Cristiano Carrus dichiara che “la Banca è la prima ad essere interessata a fare totale chiarezza su quanto avvenuto in passato ed il nuovo Consiglio di Amministrazione, che si insedierà dopo l’assemblea di lunedì 8 agosto, proseguirà senza indugio e con grande determinazione nell’azione di responsabilità nei confronti di chi si è reso responsabile del dissesto delle banca”.

Carrus ribadisce inoltre “il suo impegno a ristabilire un clima di rinnovata fiducia e trasparenza necessario per proseguire nel processo di rilancio e di sviluppo della Banca, improntato sulla totale correttezza gestionale e su un rigoroso e nuovo sistema di controlli interni. Nei prossimi mesi particolare attenzione verrà rivolta dalla Banca ai bisogni reali di finanziamento di famiglie ed imprese e ad un rinnovato slancio operativo e commerciale della rete, del management e dei nostri collaboratori, che tutti i giorni si confrontano sul territorio con i clienti e che ringrazio per la dedizione, la professionalità e la generosità che stanno ancora una volta dimostrando con i fatti”.

"Ritengo che l'arresto di Vincenzo Consoli -spiega in una nota l'avvocato Matteo Moschini, legale di alcuni azionisti dell'istituto di credito- sia un primo importante passo nella direzione giusta, che prevede il risarcimento dei danni subiti dagli azionisti truffati e derubati. Di rilievo anche il provvedimento con cui la magistratura ha disposto il sequestro di beni per un valore di circa 45 milioni di Euro. Gli indagati, inoltre, sono un numero molto elevato, almeno 15, ed anche tale circostanza è positiva.

Inoltre, la bontà e la correttezza dell'impianto argomentativo delle nostre denunce-querele appare confermato dai rilievi mossi dalla Banca d'Italia alla Veneto Banca, accusata sostanzialmente di aver offerto, attraverso artifizi e  raggiri - che sono l'elemento costituito del reato di truffa -, un'immagine solida, ingannando in tal modo gli investitori ed i risparmiatori ed inducendo gli stessi ad investire nelle azioni da essa emesse.

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E' di fondamentale importanza che gli azionisti continuino a denunciare la Veneto Banca, fornendo in tal modo alla magistratura materiale utile alle indagini che, ci auguriamo, condurranno a delle condanne esemplari in sede penale ed al risarcimento dei danni subiti dalle migliaia di azionisti truffati e derubati".

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