Morte di Andrea Dorcich: la verità dall'autopsia sul corpo del 33enne

La Procura indaga per omicidio volontario, il delitto sarebbe da ricondurre all'ambiente dello spaccio di eroina. Il giovane si era allontanato da casa nella notte di lunedì 23 gennaio non portando con sè il cellulare

TREVISO Oggi è una giornata cruciale nelle indagini sulla morte di Andrea Dorcich, il 33enne di Fiera trovato morto domenica notte nell'area dell'ex mangimificio lungo la Restera. Il pm Giulio Caprarola lunedì ha conferito l'incarico all'anatomopatologo Alberto Furlanetto per lo svolgimento dell'autopsia: l'esame sarà decisivo per indicare le cause del decesso e quando sarebbe avvenuta la morte del ragazzo. La Procura di Treviso ha aperto un fascicolo per omicidio volontario: a spingere in questa direzione le ferite presenti sull'esterno del corpo, sulla nuca in particolare. Il movente? Secondo gli inquirenti il delitto potrebbe essere da ricondurre all'ambiente trevigiano dello spaccio di eroina. Forse un debito non saldato, si sospetta.

Prima di sparire nel nulla, la notte del 23 gennaio, in sella alla sua bici che non è stata più trovata, il 33enne aveva lasciato a casa il telefono cellulare. E' quasi impossibile per i carabinieri del nucleo investigativo riuscire a ricostruire gli ultimi movimenti del ragazzo che da tempo viveva una situazione difficile: era disoccupato e viveva del solo sussidio di disoccupazione. I genitori, Dante Dorcich e Giuseppa Rosa Caldato, interpellati dai giornali locali, sono convinti che il proprio figlio non sia morto li dove è stato trovato ma sia stato portato dal suo assassino. O dai suoi assassini.

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