I primi 25 anni di attività della Cooperativa Vallorgana: "L’Isola che c’è" di Castelcucco

Un esempio di solidarietà e un eccellenza dei servizi socio-sanitari nella Pedemontana del Grappa. Un libro racconta la storia bella e buona della cooperativa, nata da un gruppo di famiglie di persone disabili che hanno deciso di fare rete

CASTELCUCCO “Mi rimane in bocca il sapore del bello e del bene”. Così il fondatore e presidente onorario Diego Tramontana saluta le oltre 100 persone che hanno partecipato alla festa per i 25 anni della Cooperativa Vallorgana. Soci, amici, sostenitori e simpatizzanti, istituzioni, arrivate al Teatro dell’Istituto Filippin di Paderno, sabato 12 novembre, per celebrare un compleanno di solidarietà, realizzato con la collaborazione di Rotary Club di Castelfranco-Asolo e di Asolo-Pedemontana del Grappa, Lions Club di Asolo.

Un traguardo di soddisfazione e di speranza per questo esempio sociale e di servizio socio-sanitario di eccellenza. Assicurare ai propri figli disabili una prospettiva di vita dignitosa e serena, in cui far convivere tutela della fragilità e una dimensione sociale aperta, anche dopo il percorso scolastico: questa la sfida condivisa da un gruppo di famiglie 25 anni fa, senza aspettare soluzioni dall’alto. E’ nata a Castelcucco nel 1991 la Società Cooperativa Sociale Vallorgana ed oggi, con la presidenza di Bruno Bordignon, festeggia il primo quarto di secolo tracciando un bilancio della propria attività, anche attraverso la pubblicazione di “L’isola che c’è”, curata da Franco Rebellato, per ripercorrere i momenti salienti di un “sogno possibile”, diventato realtà grazie alla capacità di fare rete di tante persone.  

Nel Centro di lavoro guidato Andrea Serena, gestito in collaborazione con l’Ulss 8, i disabili possono trovare uno spazio dove “coltivare” la loro autonomia, potenziare abilità e attitudini, sviluppare le relazioni sociali. Il lavoro come strumento educativo è il perno di tutta la proposta del centro, che affianca attività occupazionale ad attività riabilitativa ed educativa, a momenti di socializzazione. 25 i disabili accolti, 14 gli operatori impegnati, supportanti da un gruppo di volontari. Un gruppo di persone che cammina insieme per anni, in cui si instaurano relazioni forti tra utenti e operatori, ma anche fra le famiglie, tutte provenienti dal territorio dell’Asolano e della Pedemontana del Grappa. Un progetto di eccellenza per la qualità del servizio che garantisce al territorio, fondato sull’impegno delle famiglie, sull’attenzione delle istituzioni, sulle aziende che sostengo il progetto con le donazioni e le commesse affidate alla cooperativa.

La domanda all’origine della nascita della cooperativa Vallorgana continua a interpellare migliaia di famiglie e spesso le risposte che arrivano dalle istituzioni appaiono inadeguate. I disabili gravi di età compresa fra i 19 e i 64 anni in Veneto rappresentano il 7% della popolazione complessiva, un dato che colloca la nostra regione al quinto posto su scala nazionale, quasi 350mila persone. A pesare sulle famiglie è anche la questione “dopo di noi”: oltre l’inserimento sociale dei disabili al termine della scuola dell’obbligo, il delicato tema dell’accudimento nella fase in cui i genitori non sono più presenti. Nei giorni scorsi una buona notizia è arrivata con l’approvazione in conferenza Stato-Regioni del riparto del fondo destinato alla nuova legge sul “Dopo di noi”, finalmente intervenuta a colmare un vuoto denunciato da anni da chi si occupa di disabilità. Le risorse assegnate al Veneto sono di 6,3 milioni.           

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