Il Comune annuncia tre nuovi appalti: si presentano oltre quattrocento aziende

Boom di candidature nelle scorse ore dopo che l'amministrazione comunale di Montebelluna ha reso pubblici i bandi per i lavori al mercato del pesce, all'ex Zanin e in via Stradone

MONTEBELLUNA Boom di candidature per tre interventi relativi ai lavori pubblici che presto saranno realizzati nel comune di Montebelluna. Sono state ben 428 le aziende che hanno presentato la propria candidatura per i progetti di messa in sicurezza ed asfaltatura e la sistemazione dell’area a parcheggio del mercato del pesce, le opere di completamento dell’area ex Zanin e la messa in sicurezza con la sostituzione di un tratto di staccionata lungo via Stradone del Bosco.

Per l’affidamento di queste tre opere, infatti, il Comune ha scelto di utilizzare la procedura aperta per cui vengono raccolte le varie manifestazioni di interesse e si procede con il sorteggio di venti soggetti che verranno quindi valutati per l’individuazione dell’assegnatario. Si tratta di interventi per un importo complessivo di 578.700 euro. Commenta il sindaco, Marzio Favero: “Ciò che colpisce del dato generale attinente i bandi per alcuni interventi di opere pubbliche in città, è il numero elevato di ditte che hanno deciso di partecipare per importi tutto sommato modesti, non solo singolarmente ma anche nel loro insieme. Abbiamo scelto noi la procedura aperta per favorire la massima partecipazione anche nell’ottica della trasparenza e delle pari opportunità di accesso da parte delle ditte, ma francamente non ci aspettavamo un numero così elevato. E se da un lato la cosa è positiva perché dà maggiore scelta al Comune, dall’altra parte però dà motivo di riflessione sul fatto che la crisi nel settore edile è tutt’altro che passata e questo in un contesto elettorale ove fioccano da tutte le parti promesse irrealistiche sulla detassazione e la ripresa economica. Ahimè la realtà è diversa e il risultato complessivo di questi bandi lo dimostra ampiamente. E’ opportuno che i cittadini sappiano che i sacrifici imposti agli enti locali e che hanno portato all’azzeramento di trasferimento di risorse verso i Comuni non sono serviti per risanare i conti della finanza pubblica”.

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