Pesticidi, nuovo appello 5 Stelle: "Erbicida su marciapiedi e parchi"

Il Movimento 5 Stelle Conegliano lancia un nuovo appello al sindaco, Floriano Zambon: "Intervenga per tutelare la salute dei suoi cittadini"

CONEGLIANO — "Ai fini della tutela della salute e della sicurezza pubblica è necessario ridurre l’uso dei prodotti fitosanitari o dei rischi connessi al loro utilizzo nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili ricorrendo a mezzi alternativi (meccanici, fisici, biologici)". È il nuovo allarme lanciato dal Movimento 5 Stelle di Conegliano sull’uso dei fitofarmaci. “Non siamo noi a dirlo – spiega il movimento in una nota - ma la legge italiana che recepisce le più evolute indicazioni europee. Parliamo dei DLgs.152/2006 e DLgs.150/2012 e del PAN-2014 (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari), in vigore in Italia, dal 13/02/2014”.

“Il Comune consente l'uso di un erbicida vietato in area urbana, distribuito sui marciapiedi e parchi pubblici cittadini – continua la nota -. Il prodotto in questione contiene come principio attivo il  glyphosate , sostanza che mette in pericolo la salute dei cittadini e dell'ambiente, come provato da una oramai cospicua mole di studi scientifici e da una sentenza di condanna comminata al produttore leader mondiale, l’americana Monsanto”.

I parlamentari M5S, in conseguenza al lavoro di studio e sensibilizzazione degli ultimi anni, che ha proprio nel coneglianese la propria genesi, hanno presentato alle camere numerose interrogazioni per far sì che il ministero si attivi per informare cittadini e addetti ai lavori sulla tossicità delle sostanze chimiche in agricoltura. Il MoVimento5Stelle di Conegliano si unisce agli inviti inoltrati al Sindaco, Floriano Zambon, affinché intervenga decisamente per la tutela della salute pubblica e dell'ambiente cittadini. “La tutela dell'ambiente e degli ecosistemi naturali, non solo del patrimonio edilizio, economico o culturale, deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private – conclude la nota -. Altrimenti se «chi inquina paga» (lo sancisce il Trattato delle unioni europee), chi pagherà anche in questo caso il conto?“.

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