Discarica di amianto a Paese, l'Arpav dà l'approvazione

L'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto ha dato parere positivo al progetto della discarica di amianto a Castagnole di Paese. Zanoni: "L'Arpav non può autorizzare nulla"

Discarica sì, discarica no. Due mesi fa la Provincia di Treviso si è vista recapitare 7.500 firme contro il progetto della discarica "Terra" a Castegnole di Paese e Leonardo Muraro ha risposto proponendo un referendum comunale.

IL PROGETTO - Ma secondo l'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto non ci sarebbero motivi per bocciare il progetto, tanto che ha dato parere favorevole alla discarica, giudicandola anzi necessaria.

Il progetto prevede il conferimento nella discarica Terra di via Baldrocco di 460 mila metri cubi di amianto, che andrebbero ad aggiungersi ai rifiuti inerti e contenenti amianto già autorizzati alla ex cava di Paese, dove sono stati estratti oltre un milione di metri cubi di ghiaia e dichiarata poi illegittima dal Consiglio di Stato.

L'autorizzazione del progetto di Castegnole, di cui è titolare il gruppo Mosole, spetta alla Regione ma la procedura prevede l’acquisizione dei pareri dell’Arpav e della Provincia di Treviso.

ARPAV DICE SÌ - Ora che l'Arpav ha detto la sua, tutto è nelle mani della Provincia e, una volta arrivato anche il via libera dell'ente, si dovrebbeto esprimere la Commissione Regionale e la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

"L’Arpav rilascia un parere esclusivamente tecnico senza valutare il progetto e il contesto ambientale - commenta l'onorevole Andrea Zanoni (IdV), che a novembre ha presentato un'interrogazione al Parlamento europeo in proposito - Spetta quindi alla Provincia prendere la decisione di fermare il progetto, anche tenendo conto dei cittadini che hanno firmato la petizione contro la discarica. Paese ha già accettato troppe discariche di ogni tipo ed è giunta l’ora di dire basta".

La legge Regionale 11/2010 prevede che vengano adottati criteri di individuazione da parte delle Province delle aree non idonee alla localizzazione delle discariche: "Non è l’ARPAV che può decidere se il luogo è idoneo - sottolinea Zanoni - La Provincia, a questo punto, anticipi il Piano dei rifiuti e con una delibera consiliare dichiari subito inadatta l’area, vista la presenza di una zona di ricarica delle falde acquifere. Voglio far notare che il parere è stranamente arrivato in tempo utile da consentire alla Provincia di pronunciarsi soltanto dopo le elezioni".

La Regione - osserva Zanoni - ha inoltrato la richiesta di parere all’Arpav il 19 novembre scorso. L’Arpav avrebbe quindi dovuto rispondere entro 30 giorni a norma delle disposizioni contenute nella delibera di Giunta regionale, mentre ha atteso ben due mesi e mezzo per esprimersi. Ora la Provincia ha addirittura 90 giorni di tempo per deliberare e sicuramente - commenta Zanoni - lo farà dopo le elezioni.

COSA FARA' LA PROVINCIA? - "Il Presidente Muraro inviterà i consiglieri a votare a favore della discarica paventando responsabilità pecuniarie qualora la ditta Mosole dovesse fare ricorso, come ha già dichiarato in occasione della consegna della petizione? – si chiede Zanoni - C’è qualcuno che bara in questo gioco sporco. Se il Consiglio Provinciale vota contro la discarica e Mosole, impugnando la delibera, vince il ricorso la Provincia deve pagare. Se invece la ditta smaltisce l’amianto e poi perde il ricorso, com’è già accaduto nel 2006, i rifiuti cancerogeni restano a Paese mentre i soldi incassati restano nelle tasche del titolare della discarica".

"Continuerò a lavorare in Europa - promette Zanoni - seguendo tutte le strade possibili per affossare definitivamente il progetto di questa discarica".

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