Asolo, stop alla sperimentazione del 5G e diffida a Iliad

Ordinanza del sindaco Migliorini: sospensione immediata e diffida alla società telefonica ad eseguire il nuovo impianto di radio telecomunicazione previsto in via Fermi. È il primo caso in Provincia di Treviso

Antenne del 5G, foto archivio

Con un’ordinanza firmata dal Sindaco Mauro Migliorini, il Comune di Asolo ha imposto l’immediata sospensione della sperimentazione o diffusione della tecnologia di rete di telefonia mobile 5G sul territorio comunale. Il provvedimento - il primo del genere in Provincia di Treviso - è stato emesso “in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer, applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea, prendendo in riferimento i dati scientifici più aggiornati, indipendenti da legami con l’industria e già disponibili sugli effetti delle radiofrequenze, estremamente pericolose per la salute dell’uomo”. Contestualmente, l’ordinanza diffida la società di telefonia mobile Iliad Italia S.p.A. ad eseguire l’installazione del nuovo impianto di via Fermi 14 ad Asolo, previsto su infrastruttura già esistente, e l’installazione di tecnologie 5G “fino all’intervenuta emissione del parere sanitario sulla sicurezza delle esposizioni elettromagnetiche da parte dell’Istituto Superiore di sanità e dell’INAIL”.

Il documento prende a giustificazione della sospensione immediata il fatto che sul piano globale le radiofrequenze del 5G sono “inesplorate”, mancando “qualsiasi studio preliminare di valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivabile da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di milioni di nuove antenne che andranno a sommarsi alle decine di migliaia di Stazioni Radio Base ancora operative per gli altri standard di comunicazione senza fili, oltre alle migliaia di ripetitori Wi-Fi attivi” . Lo stesso provvedimento elenca le principali risultanze dei più recenti studi scientifici sui rischi per la salute umana correlati all’esposizione ai campi elettromagnetici delle radiofrequenze della telefonia mobile. La decisione di Asolo, che segue quella di altri Comuni veneti come ad esempio Montegrotto Terme (Padova) e Lonigo (Vicenza), applica un principio di precauzione che è stato già recepito anche a livello di istituzione regionale.  Come specificato infatti da una risposta della Giunta regionale del Veneto a un’interrogazione in Consiglio regionale sulla sperimentazione e diffusione del 5G, “le installazioni 5G con nuova tecnologia non sono state ancora eseguite in Veneto  e lo saranno solo quando a livello nazionale sarà stata definita la metodologia per le valutazioni preventive”.

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«Tutte le nuove installazioni -precisa ancora la Giunta veneta- saranno soggette alla valutazione preventiva da parte di ARPAV che ne verificherà la compatibilità con le soglie di legge, considerando anche tutti gli altri impianti operanti nel territorio». L’ordinanza del Sindaco di Asolo, conseguente alla richiesta pervenuta in Comune da parte di Iliad Italia S.p.A. per l’installazione di un nuovo impianto tecnologico di radio telecomunicazione in via Fermi, è stata trasmessa a tutte le autorità competenti in materia: all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per conoscenza al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministeri della Salute, dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e Trasporti e dell’Interno. «L’ordinanza -spiega il Sindaco Mauro Migliorini- è stata emessa non contro la tecnologia 5G in sé, ma in attesa di avere chiare disposizioni al riguardo dagli enti superiori nazionali e dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale. È un’ordinanza di sospensione, in attesa di comunicazioni da parte del legislatore».

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