Il furgone parcheggiato all'ombra, la guardia legata e pistola puntata

Cronaca dell'assalto perfetto: il mezzo è stato parcheggiato leggermente fuori dalla vista dell'ingresso. Un bandito ha agito da solo all'inizio

PREGANZIOL Il furgone parcheggiato leggermente all’ombra, di poco fuori dalla vista della porta d’ingresso. È stato uno dei fattori che sicuramente potrebbe aver agevolato la banda di malviventi che mercoledì all’ora di pranzo ha assaltato un portavalori della Civis in via Baratta Nuova, all’Iper Lando di Preganziol, fuggendo con un bottino di circa un milione di euro. Proprio l’aver posteggiato di pochissimo distante dall’accesso al supermercato potrebbe essersi rivelato determinante per uno dei banditi che da solo si è avvicinato al mezzo. Dal punto vendita infatti avrebbero riferito di aver visto entrare direttamente una delle guardie della Civis senza notare prima l'arrivo del veicolo come al solito.

Secondo una ricostruzione fatta dalla squadra mobile di Treviso, che non ha a disposizione immagini in quanto non sono presenti telecamere di sorveglianza né tanto meno testimonianze ritenute valide sull’assalto, uno dei vigilanti intorno alle 13.30 sarebbe sceso dal furgone per entrare al Lando e prelevare l’incasso. A distanza di pochi istanti sarebbe entrato in scena il primo rapinatore con il volto coperto da un berretto e occhiali da sole. Il bandito avrebbe posizionato sul parabrezza del furgone quattro o cinque candelotti di dinamite assemblati artigianalmente e con una miccia. Esplosivo che da un esame degli artificieri si è rivelato finto ma che è stato fondamentale per terrorizzare la guardia che ha aperto il portavalori facendo salire il rapinatore.

Quest’ultimo gli avrebbe puntato una pistola al fianco intimandogli di partire e lo avrebbe fatto accostare in un parcheggio a poche decine di metri di distanza, quello del vicino punto vendita “Casa del materasso”. Qui il vigilante sarebbe stato legato con le mani dietro la schiena e avrebbe riferito alla polizia di aver solamente visto che il bandito passava il denaro a un complice, sceso da una macchina che si era affiancata al furgone e che non è stata identificata. Subito dopo la coppia, forse aiutata da una terza persona che faceva da autista, si sarebbe dileguata facendo perdere le proprie tracce.  Proprio in quel momento il collega della Civis sarebbe uscito dal supermercato e non avrebbe più visto il furgone. Allarmato, si sarebbe messo a cercare il mezzo nelle vicinanze per poi trovarlo aperto e svuotato nel parcheggio. Il tutto in un arco di tempo di 15 minuti. Un quarto d’ora di vantaggio per i criminali che hanno fatto perdere ogni traccia.

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Al momento sono pochi gli elementi a disposizione delle forze dell’ordine che hanno sentito per molte ore la vittima della rapina, un 37enne di Villorba che subito dopo il colpo era stato portato in ospedale in ambulanza a causa dello choc. Oltre a non esserci telecamere che hanno ripreso l’assalto, alcune testimonianze di chi ha assistito alla fuga non combaciano con quanto riferito dal vigilante e non si conosce nemmeno la direzione che hanno preso i rapinatori per scappare. Gli investigatori stanno lavorando sull’ordigno artigianale ed eventuali impronte che potrebbero essere state lasciate dalla banda. Un’indagine particolarmente articolata e complessa, soprattutto per l’organizzazione con cui è stato commesso il colpo, sicuramente studiato da tempo. 

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