Banche venete: Procura depotenziata, necessario l'intervento di una task-force

Le parole del senatore Franco Conte

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

TREVISO "La situazione della Procura di Treviso depotenziata è insostenibile: appare come una presa in giro la comunicazione con la quale si dispone, praticamente da subito, il trasferimento di un funzionario istruttore alla Corte di Cassazione a Roma. E tutto ciò avviene dopo le ampie rassicurazioni che aveva ricevuto il procuratore Dalla Costa che l’organico sarebbe stato rivisto in aumento e che sarebbero stati coperti i posti vacanti. Invece nulla di tutto ciò".

Non ci sta Franco Conte, senatore di Ap, a vedersi smantellata la Procura di Treviso proprio adesso che si deve affrontare la delicata questione delle denunce degli azionisti di Veneto Banca che chiedono vengano individuati e giudicati i responsabili del crack finanziario. "C'è qualcosa che non va in questa partita ed ho chiamato in causa direttamente il ministro Orlando con una interrogazione a risposta immediata e ne ho parlato con il sottosegretario Federica Chiavaroli; in provincia di Treviso è presente un magistrato ogni 26.000 abitanti, in altre regioni italiane il rapporto è di un magistrato ogni 8.000 abitanti. È ora di cominciare a ripensare molte cose". È non è tutto: "per la Procura utilizzare personale “prestato” da altri enti - dice Conte - non è la soluzione; dobbiamo pretendere personale con competenze specifiche, una task-force vera e propria, altrimenti la partita delle Banche Venete si risolverà con una umiliante beffa per i piccoli risparmiatori veneti e questo non possiamo permetterlo".

Torna su
TrevisoToday è in caricamento