Capriolo ucciso a calci: blitz degli animalisti contro un 17enne a Castelfranco Veneto

Il fatto era avvenuto qualche giorno fa e aveva sconvolto l'opinione pubblica, tanto da far intervenire con un blitz notturno i membri del collettivo di "Centopercento Animalisti"

Lo striscione nei pressi della palestra di Castelfranco

CASTELFRANCO VENETO Blitz notturno degli animalisti a Castelfranco Veneto dopo l'episodio, alcuni giorni fa, del capriolo ucciso a calci da un ragazzino vicentino di 17 anni. Il collettivo di "Centopercentoanimalisti" ha scoperto infatti che è il minorenne è di Romano d’Ezzelino e ha quindi subito agito per lasciargli un monito per il futuro.

IL FATTO Alcune ragazze, tornando a casa la sera, avevano visto un capriolo ferito, forse investito, ai bordi della strada. Si sono così fermate per soccorrerlo, quando è arrivato un gruppo di giovani in motorino, tra cui il 17enne che si sarebbe vantato di essere esperto di caccia. A quel punto, tra l’orrore delle ragazze, ha applicato un metodo a suo dire imparato dal padre e da altri parenti cacciatori: ha preso l'animale a calci in gola finché non è morto. "Questo mentre il branco di idioti che era con lui rideva e lo incitava!" chiosa uno dei responsabili del collettivo animalista. "Non è un caso però che il capriolo sia stato preso a calci e, dopo una serie di indagini, abbiamo scoperto che il fenomeno gioca in una squadra di calcetto di Castelfranco Veneto".

"Al di là degli aspetti legali, penali e seri - continua 100% Animalisti -  fa impressione la crudeltà e la vigliaccheria del suo gesto: anziché portare aiuto a una creatura in difficoltà, infierisce su di lei in modo barbaro, fino ad ucciderla. Se è cresciuto in una famiglia di cacciatori, la cosa non deve meravigliare: i cacciatori sono dei maniaci sadici e vili, che godono nel dare la morte ad esseri innocenti. Quanto successo è il frutto di un’educazione sbagliata, di cui i genitori sono i primi colpevoli. La giovane età del criminale non è un’attenuante: anzi, è una aggravante. Se a 17 anni commette un’infamia del genere, cosa diventerà crescendo? Un pericolo, e non solo per gli animali! Speriamo che legge venga applicata in modo giusto: e già il massimo della pena prevista sarebbe troppo poco". Intanto, nella notte tra il martedì e mercoledì, i militanti del movimento hanno affisso striscioni nei pressi della sua abitazione a Romano d’Ezzelino, sul cancello della palestra dove si allena e sul muro della sede della società per cui gioca a Castelfranco Veneto.

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