Ancora bocconi avvelenati tra Maserada e Tarzo: cittadini e veterinari lanciano l'allarme

Si tratta dell'ennesimo attentato alla vita degli animali da compagnia nelle ultime settimane. E sui social ad essere presi di mira come colpevoli sono ora i contadini e i cacciatori

La cagnolina Moka, foto da Facebook

MASERADA SUL PIAVE "Attenzione, bocconi avvelenati a Candelù!". Inizia così un sentito post su Facebook che l'educatrice cinofila Marta Gava ha pubblicato giovedì sul proprio profilo dopo che la sua "Moka" (un Flat Coated Retriever) ha rischiato la vita per avvelenamento. Il luogo del misfatto è stato l'entrata della Riserva del Piave di Maserada sul Piave, da via Medaglie d'Oro. Un episodio, quello affrontato da Marta e la sua Moka, che poteva finire in tragedia ma che, grazie ad pronto ricovero del cane in una clinica della zona, ha permesso alla giovane setter di 26 chilogrammi di continuare a vivere. Una giornata ben poco positiva se si considera che, lo stesso pomeriggio, è morta anche la piccola cagnolina Mina a causa dell'ingerimento di boccone contenente metaldeide, sempre sul Piave ma questa volta a in comune di Spresiano. Fatto anche in questo caso denunciato alle autorità competenti.

"È partita la denuncia per far bonificare e controllare l'area in cui è accaduto l'evento - scrive ancora Marta Gava su Facebook - Moka è tornata a casa! Sta bene e dopo questo diventerà più forte che mai! Non capisco come possiate fare o solo pensare di gettare un boccone avvelenato, non ho parole...Ma ora è arrivato il momento di cambiare, forse non siamo in tempo per cercare di cambiare certa gente ma possiamo cominciare ad insegnare ai bambini e ai ragazzi chi è il cane, e non solo il cane, il rispetto, l'amore per un essere vivente diverso da noi. E in libertà, perché io credo con tutta me stessa nel lasciare a loro la libertà, un cane che sa e che ti insegna a muoverti nel territorio, che ti insegna quanto è bello rotolarsi nel fango e gettarsi dentro ad una pozza d'acqua...Moka mi insegna tantissimo ogni giorno, mi insegna anche cosa significa fiducia, l'aver fiducia nell'altro. Grazie a tutti coloro che ci sono stati vicini".

Purtroppo però non si è trattato di un episodio singolo. Sono infatti numerose le segnalazioni di bocconi avvelenati lungo le rive del Piave che sono giunte nelle ultime settimane, e qualche cagnolino ha pure perso la vita a causa proprio del veleno contenuto nelle "polpette" incriminate. L'ultima in ordine di tempo è arrivata, ad esempio, da Tarzo dove una piccola cagnolina è stata salvata in extremis grazie all'intervento della veterinaria Alessandra Visentin che su Facebook scrive: "Segnalo la presenza di bocconi sospetti, probabilmente carne trita con lumachicida...All'imbecille che fa queste cose dico solo una cosa, sei solo un poveraccio codardo, se devi prendertela con qualcuno fallo con chi si può difendere, facile essere forti con gli animali...codardo e vigliacco!".

Due casi simili quindi, ma entrambi culminati fortunatamente nel migliore dei modi. Due episodi però che si sommano ai tanti altri avvenuti in questi mesi in tutta la Marca trevigiana e, come spesso succede, nei commenti alle varie notizie sui social network l'accusa viene mossa quasi sempre nei confronti di cacciatori e contadini, rei di porre appositamente alcuni bocconi avvelenati in alcune zone determinate. Non necessariamente per colpire gli animali domestici, ma magari per impedire ad animali selvatici di creare danni nelle aree di competenza. Una cosa però è certa: se si tratti di "casualità" o di gesti premeditati non lo sapremo forse mai, ma l'incolumità degli animali (e delle persone) deve sempre essere al di sopra di qualsiasi ulteriore discorso.

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