Bollini Rosa alla sanità trevigiana, eccellenza a misura di donna

Anche per il biennio 2016-2017 l’Azienda Ulss 9 vede ancora una volta i suoi presidi ospedalieri compresi tra le eccellenze riconosciute dall’Onda

TREVISO La sanità trevigiana si conferma a misura di donna. Anche per il biennio 2016-2017, infatti, l’Azienda Ulss 9 vede ancora una volta i suoi presidi ospedalieri compresi tra le eccellenze riconosciute dall’Onda (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna) con l’attribuzione dei Bollini Rosa. Mercoledì, nella cerimonia di consegna degli attestati, tenutasi a Roma alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - alla presenza del Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Franca Biondelli - all’ospedale trevigiano di Ca’ Foncello sono stati assegnati 3 bollini (il massimo) mentre l’ospedale di Oderzo ha vista riconosciuta la sua affermazione con 2 bollini.   

I Bollini Rosa (www.bollinirosa.it) sono i riconoscimenti attribuiti agli ospedali in lingua italiana per la loro attenzione specifica all’utenza femminile, offrendo servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle più comuni patologie femminili ponendo la donna al centro della cura. Il Bando è biennale e per l’edizione 2016–2017, sono stati premiati con il massimo riconoscimento di tre bollini 82 presidi ospedalieri (tra cui il trevigiano Ca’ Foncello), con due bollini 127 (tra cui quello opitergino), con uno 40. “Esprimo soddisfazione per questo risultato e mi congratulo con tutto il personale coinvolto a cui va principalmente il merito dell’affermazione – sottolinea Giorgio Roberti, Direttore generale dell'Azienda Ulss 9 di Treviso -. L’umanizzazione delle cure e dei percorsi assistenziali è uno dei principali temi su cui abbiamo investito e indirizzato impegno, strategie aziendali e risorse. Umanizzazione significa anche porre la donna al centro di specifici percorsi e promuovere politiche di genere nell’erogazione delle cure mediche e nell’assistenza. Tutti e due i nostri poli ospedalieri sono stati protagonisti di un importante riconoscimento; questo è frutto di un impegno costante e premia lo sforzo delle nostre strutture e dei loro operatori verso un sempre maggiore progresso qualitativo”.

Tre i criteri di valutazione con cui sono stati giudicati gli ospedali candidati: la presenza, all’interno delle aree specialistiche di maggior rilievo clinico ed epidemiologico, di servizi rivolti alla popolazione femminile; appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici, a garanzia di un approccio alla patologia in relazione alle esigenze della donna; offerta di prestazioni aggiuntive legate all’accoglienza in ospedale e alla presa in carico della paziente, come la telemedicina, la mediazione culturale e il servizio di assistenza sociale. Diverse le novità della nuova edizione del Bando biennale: è stata introdotta, tra altre, una sezione dedicata alla prevenzione oncologica, al fine di valutare i servizi offerti dagli ospedali per la diagnosi precoce delle principali patologie oncologiche di interesse femminile e per quanto concerne la neurologia, sono stati compresi i dedicati alla malattia di Parkinson e all’ictus, in quanto patologie che necessitano di percorsi diagnostico-terapeutici e di follow-up altamente specializzati.

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“Con 249 ospedali premiati con i Bollini Rosa, di cui quasi 50 nuovi possiamo dire di essere soddisfatti, in quanto si è allargata e potenziata  l’offerta territoriale di servizi rivolti alle donne, recependo quanto indicato nel primo punto del Manifesto sulla salute della donna’ presentato a EXPO 2015 - sostiene Francesca Merzagora Presidente di Onda - La partecipazione di questi ospedali, che è un segno tangibile di interesse per la  salute della donna, che siamo certi si rinnoverà anche per il  prossimo biennio. Questa nuova edizione del Bando ‘Bollini Rosa’ conferma l’impegno di Onda nel promuovere un approccio ‘di genere’ nell’offerta dei servizi socio-sanitari, imprescindibile per poter garantire una corretta presa in carico della paziente in tutte le fasi della vita femminile”. Grazie a un accordo con Federfarma, le 17mila farmacie, distribuite su tutto il territorio nazionale, forniranno alla clientela femminile indicazioni per trovare l’ospedale a “misura di donna” più vicino.

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