Rapina ad un 16enne, scarcerati gli autori: «E' stato uno scherzo brutto e stupido»

I tre 19enni di Maserada sul Piave, dopo due notti in cella, sono ora ai domiciliari su disposizione del gip Piera De Stefani. I giovani avevano trascorso insieme la serata di sabato e stando a quanto hanno raccontato loro stessi erano su di giri per qualche birra di troppo

I tre erano stati arrestati nella notte di sabato

Dopo due notti trascorse nel carcere di S. Bona il gip Piera De Stefani ha disposto gli arresti domiciliari per A.D., L.A. e C.C., i tre 19enni arrestati nella notte tra sabato e domenica dai carabinieri di Spresiano. Sono tutti accusati della rapina pluriaggravata perpetrata con una pistola giocattolo di proprietà di A.D. ai danni di un sedicenne. 10 euro il bottino del colpo, consumato alle 2 della notte in via Roma a Breda di Piave davanti ad un distributore automatico di sigarette.

«E' stata una colossale stupidaggine, ci rendiamo conto di aver commesso una enorme sciocchezza e siamo molto dispiaciuti»: hanno detto davanti al giudice durante l'udienza di convalida del loro arresto avvenuta questa mattina. Da lì a poco la decisione del gip che, su richiesta del pubblico ministero Francesca Torri, gli ha fatti uscire di galera. I giovani avevano trascorso insieme la serata di sabato e stando a quanto hanno raccontato loro stessi erano su di giri per qualche birra di troppo. «Dai facciamolo, così abbiamo i soldi per le sigarette»: si sarebbero detti all'interno della Opel Tigra guidata da A.D. quando hanno visto il 16enne avvicinarsi al distributore automatico.

«E' stato uno scherzo brutto e stupido, non volevamo spaventarlo, vogliamo scusarci con lui quando sarà possibile»: hanno raccontato durante l'interrogatorio. A tirare fuori la pistola giocattolo è stato A.D., operaio come C.C., che ha precedenti per detenzione di droga. Dopo essere usciti dalla macchina l'hanno puntata addosso al ragazzo. «Forza dai, adesso dacci i soldi»: gli hanno intimato più volte fino a quando il 16enne ha estratto dalle tasche il portafoglio e consegnato i dieci euro che aveva. E loro sono ripartiti. La vittima ha però avuto la prontezza di annotare il numero della targa, grazie a cui i carabinieri di Spresiano sono riusciti a intercettare A.D. che poco prima aveva riaccompagnato gli altri due a casa.

«I ragazzi hanno ammesso le loro responsabilità e sono stati collaborativi»: hanno spiegato i legali dei tre, gli avvocato Roberto Zoccarato e Piergiorgio Oss. «Non si tratta di criminali -hanno precisato i due difensori- ma di tre giovani normalissimi che hanno commesso una gigantesca sciocchezza, forse anche complice l'euforia del sabato sera e qualche bicchiere di troppo».

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