Giovane regista coneglianese trionfa ad Hollywood con un cortometraggio

Bruno Bontempo, giovane regista e sceneggiatore di Colle Umberto, in collaborazione con Luca Rabotti e Lioness Production entra nell'Official Selection del "48 Film Project" con "Panda"

COLLE UMBERTO Bruno Bontempo, giovane regista e sceneggiatore di Colle Umberto, in collaborazione con il compagno di studi, presso l’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna, Luca Rabotti e Lioness Production vince L’alloro entrando dell’Official Selection del “48 Film Project” di Hollywood con il corto “Panda”. Il corto guadagna anche una nomination per la miglior attrice non protagonista, per una bambina di soli otto anni che grazie a questo avrà la possibilità di entrare nel Dream Team di un film prodotto ad Hollywood.

Il “48 Film Project”, famoso concorso di Hollywood, che ogni anno riceve centinaia di partecipazioni da tutto il mondo, è famoso per permettere a giovani talenti di entrare in contatto con l’Hindustry del cinema Hollywoodiano. Il 9 marzo 2017 al Directors Guild of America di Los Angeles, I giovani talenti saranno sul Red Carpet in compagnia di grandi figure del cinema, come James Franco e Jonny Depp, per la premiazione del loro lavoro.

I Ragazzi avevano partecipato al concorso all’ultimo momento, quasi per gioco, scrivendo e girando il cortometraggio nel giro di 3 giorni, senza alcun tipo di pre-produzione (che in genere richiede un periodo di un paio di mesi per la produzione di un corto della durata di 5/10 minuti). I giovani erano quindi convinti di non ottenere nulla da questa azzardata partecipazione. Ciononostante, Lunedì mattina hanno ricevuto la chiamata dal Produttore esecutivi Francesco Vitali, il quale gli ha comunicato che il loro lavoro è entrato nella Selezione Ufficiale del concorso.

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Dichiarazioni di Bruno Bontempo: “Luca Rabotti ed io ci siamo diplomati lo scorso 4 dicembre all’Accademia Nazionale del Cinema, entrambi con 30/30 e come “tesi” abbiamo portato il cortometraggio, scritto e diretto da noi, “Eroi di Strada” che racconta la storia di un padre finito sul lastrico dopo la perdita del lavoro e la separazione dalla moglie. Quest’uomo cercherà di poter tornare ad abbracciare il suo bambino combattente contro le continue negazioni dell’ex-moglie e soprattutto contro il suo sentirsi diventare nullità.

Nel caso di “Panda" invece, raccontiamo la storia di una madre, che perso il lavoro deve trovare il modo di pagare le spese mediche della piccola figlia, dovendo accettare anche il fatto di prostituirsi. È toccante la semplicità con cui la giovane donna usa l’amore della bimba nei confronti del suo animale preferito, il panda appunto, per truccare il suo viso nascondendo i suoi lividi con un mezzo che agli occhi della piccola è soltanto un gioco.

Nel momento in cui dovevamo iniziare a produrre qualcosa di nostro, ci siamo guardati in torno rendendoci conto che le storie che cercavamo erano proprio li. Gli anni di crisi che stiamo vivendo sono accompagnati da tanti drammi e dalla sofferenza di molte famiglie.  Abbiamo capito che per poter colpire il publico, ciò che dobbiamo raccontare è la sua storia, la storia di tutti noi.”

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