Ca' della Robinia, la difesa di Sernagiotto chiede e ottiene un nuovo rinvio

L'ex dirigente della Regione Veneto, Mario Modolo, ha chiesto di poter essere giudicato con il rito abbreviato. L'avvocato che difende l'europarlamentare: «Bando funzionale a sostenere effettivamente il settore delle cooperative sociali venete»

Remo Sernagiotto

Si va avanti con un altro rinvio, questa volta spostando in avanti la prossima data di due mesi, nell'udienza preliminare del procedimento relativo alla presunta truffa di Ca' della Robinia, la "fattoria sociale" diventata una birreria, e poi fallita, sorta sul terreno dell'ex Disco Palace di Nervesa. Dopo i patteggiamenti di Bruna Milanese, la presidente della pseudo cooperativa per disabili, dei suoi figli Selene e Stefano Bailo (entrambi membri del consiglio di amministrazione) e dell’ex consigliere Roberto Ferro restano da finire le posizioni dell'europarlamentare Remo Sernagiotto, dell'ex dirigente della Regione Veneto Mario Modolo, dell'ex titolare del Disco Palace Giancarlo Baldissin (per tutti e tre l'accusa è di corruzione e truffa aggravata) e di uno dei soci della Milanese, Piero Rebellato, indagato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale.

Stamattina, martedì, davanti al gup Piera De Stefani, Modolo ha chiesto di poter essere giudicato con il rito abbreviato. Ma la scena è stata presa quasi interamente dal difensore di Sernagiotto, l'avvocato Fabio Crea, che ha depositato nuovi documenti e l'esito delle indagini difensive. Il pubblico ministero Gabriella Cama ha chiesto un rinvio di 60 giorni per prendere visione e valutare tutta la documentazione.

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Per il legale dell'europarlamentare, ex Forza Italia e ora nella compagine "sovranista" dei Conservatori e Riformisti Europei, il bando regionale, che secondo le ipotesi della Procura sarebbe stato congegnato ad hoc per permettere alla Milanese di acquisire i terreni di Baldassin che era in gravi difficoltà economiche, sarebbe stato in realtà funzionale a sostenere effettivamente il settore delle cooperative sociali venete, come dimostrano i risultati ottenuti con altre strutture.

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