Arriva un pacco pieno di marijuana ma i fattorini sono poliziotti: quattro arrestati

Operazione della squadra mobile di Treviso a Caerano San Marco. Clan cinese in cella, al vertice c'era una donna. Sequestrati 8 kg di droga che era destinata alla comunità trevigiana

TREVISO Seguendo un pacco "sospetto" che doveva contenere capi di abbigliamento e dalla Grecia era diretto alla Marca, gli uomini della squadra mobile di Treviso ha scoperto, a Caerano San Marco, un vero e proprio magazzino dedicato allo stoccaggio della marijuana destinata alla comunità cinese della zona. In tutto otto i kg di sostanza sequestrati: tre erano nel pacco, altri cinque erano occultati in questa sorta di centro di smistamento. Ad essere arrestate quattro persone, tutte di nazionalità cinese, che dovranno rispondere di detenzione e importazione di sostanze stupefacenti. A capo dell'organizzazione una donna, Rong Yu, 38 anni, ora rinchiusa in una cella del carcere della Giudecca di Venezia: era la sua abitazione il covo della banda ed era lei stessa ad occuparsi di mettere sotto vuoto la marijuana perchè si conservasse in attesa di essere spacciata. In manette e ora in carcere a Santa Bona anche il compagno, Qingtuan Huang, di 44 anni, e altri due connazionali, Qibao Duan, 36enne di Riese Pio X e Yuan Lu Zhen, 34 anni.

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Per incastrarli gli investigatori della sezione narcotici della squadra mobile di Treviso, su segnalazione della polizia greca, hanno seguito il percorso del pacco, giunto a Venezia qualche giorno fa. I poliziotti, travestiti da fattorini, hanno effettuato la consegna presso la casa del 34enne e in questo modo hanno incastrato l'intera banda, attendendo che la donna e il compagno giungessero a ritirarlo. Oltre alla marijuana gli agenti hanno rinvenuto, presso l'abitazione della 38enne, anche un teaser, bilancini e l'aspiratore per fare il sottovuoto della sostanza.

"E' un'operazione di notevole importanza -ha detto il procuratore capo di Treviso, Michele Dalla Costa- è stata scoperta una linea di importazione nellla comunità cinese che è solitamente impermeabile e chiusa". "E' il primo episodio di questo tipo che coinvolge la comunità cinese e scoperchia un pentolone -ha spiegato il capo della squadra mobile di Treviso, Claudio Di Paola- di cui si immaginava l'esistenza e i movimenti ma non era ma emerso nulla in modo così eclatante".

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