Canossiane: la Scuola di Formazione Professionale sperimenta lo stage Erasmus

Michielan: “Siamo fieri di poter offrire per primi questa possibilità. Essere immersi in un contesto lavorativo di un altro paese consente di arricchire il proprio bagaglio di competenze"

TREVISO È partito da Treviso, dalla Scuola di Formazione Professionale ENAC dell’Istituto Canossiano, il primo tirocinio “curricolare”, cioè inserito nel normale percorso di studi, svolto all’estero nell’ambito della formazione inziale riconosciuto dalla Regione Veneto. Quest’anno, per la prima volta in Veneto, il progetto Erasmus è stato parificato all’esperienza di tirocinio normalmente svolta in Italia dagli alunni delle scuole professionali.

I progetti di mobilità, attivati da anni dal C.F.P. dell’Istituto Canossiano, offrono agli allievi selezionati un periodo di stage all’estero, interamente finanziato con fondi Europei, in aziende dell’Unione Europea. Fino ad oggi, questi progetti venivano svolti durante il periodo estivo, mentre quest’anno si è giunti a poter realizzare lo stage all’estero durante l’anno formativo. Sei studenti della SFP dell’Istituto Canossiano, tre del settore grafico e tre del settore amministrativo, partiti sabato 27 gennaio, stanno svolgendo lo stage presso il Bournville College di Birmingham (Regno Unito), sotto la supervisione di un tutor britannico e del direttore Andrea Michielan.

I ragazzi sono già al lavoro: alla libreria, alla reception, negli uffici amministrativi e all’ufficio marketing. Gli allievi sono ospitati in varie famiglie, potendo così relazionarsi ed essere a stretto contatto con diverse abitudini e stili di vita differenti. “Sappiamo di vivere un’esperienza unica e indimenticabile” hanno detto i ragazzi. “Non è facile confrontarsi con una nuova cultura ma è questo scambio che ci porterà a maturare umanamente e professionalmente”. Primi a beneficiare di un sistema sempre più integrato di formazione scuola-lavoro, gli alunni della SFP ENAC Veneto dell’Istituto Canossiano non perderanno ore di lezione perché il periodo di stage coincide con quello dei ragazzi rimasti in Italia e, soprattutto, vedranno riconosciuta come parte del percorso formativo l’esperienza svolta all’estero.

Andrea Michielan: “Siamo fieri di poter offrire per primi questa possibilità. Essere immersi in un contesto lavorativo di un altro paese consente di arricchire il proprio bagaglio di competenze, potendo misurarsi con modalità diverse di organizzare e svolgere il lavoro. Sono esperienze che permettono di creare una cultura europea e una visione più ampia delle cose. Mi auguro possa essere una occasione per crescere sia dal punto di vista professionale che umano e al ritorno portare nel nostro contesto italiano le buone pratiche osservate e apprese”.

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