Carne scaduta nelle mense scolastiche: «Nessun pericolo a Montebelluna»

L'assessore Claudio Borgia rassicura i cittadini dopo il maxi-sequestro da parte delle forze dell'ordine di 60 chili di carne scaduta provenienti da uno stabilimento di Chioggia

La carne sequestrata nello stabilimento di Chioggia

Ha creato molta preoccupazione, nelle ultime ore, il maxi-sequestro di 60 chili di carne scaduta in un centro di cottura per mense scolastiche a Chioggia, gestito dall'azienda di origini trevigiane Gemeaz Elior Spa che opera da anni nel campo della ristorazione, rifornendo, tra le altre, molte scuole nelle province di Venezia e Treviso.

Alla notizia ha fatto seguito il post su Facebook dell’ex consigliere comunale di Montebelluna, Tiziana Favero, che aveva associato la situazione di Chioggia al Montebellunese dal momento che la ditta di ristorazione che serve le scuole del paese è la stessa multata dalle forze dell'ordine. A fare chiarezza sulla situazione ci ha pensato l’assessore comunale all'Istruzione, Claudio Borgia, che ha voluto tranquillizzare i dirigenti scolastici e i genitori allarmati per la qualità e la salubrità del servizio mensa nelle scuole pubbliche. Gemeaz Elior che nel tempo, essendosi ampliata, ha modificato denominazione, ma collabora con il Comune di Montebelluna già da molto tempo, essendosi aggiudicata il servizio di ristorazione a seguito di regolari gare di appalto, a partire dall’anno scolastico 2000-2001. «Il centro di cottura di riferimento per Montebelluna - sottolinea Borgia - è quello di Cornuda e non quello di Chioggia, oggetto dell’ispezione dei carabinieri e della conseguente sanzione che quotidianamente prepara e consegna i pasti nelle scuole montebellunesi.

Da sempre il Comune di Montebelluna ha attivato un puntuale ed efficace servizio di ispezione e controllo che viene svolto regolarmente da due distinte figure: un cuoco dipendente del Comune che effettua tre controlli periodici nel corso dell’anno scolastico presso il Centro cottura e sei nei refettori scolastici ed una dietista, professionista esterna, non solo per elaborare i menù proposti dalla ditta, ma anche per effettuare il controllo del servizio. Il controllo riguarda la qualità delle derrate alimentari rispetto a quanto dichiarato dalla ditta; l’organizzazione di tutte le fasi del servizio; gli aspetti tecnologici e delle modalità di cottura e l’igiene del personale e ambientale. Inoltre - fa sapere l'assessore - sono tenuti costantemente monitorati l’igiene e la pulizia dei locali, la gestione dei menù speciali e l’adeguatezza delle porzioni servite. Tra gli elementi regolarmente verificati nel corso dei controlli, la data di scadenza dei prodotti che non solo non devono essere scaduti ma devono avere una "vita commerciale residua non inferiore al 40% della shelf-life del prodotto stesso" (come riportato dal Capitolato), per cui non si possono utilizzare prodotti con la data di scadenza troppo ravvicinata. Durante i controlli - continua l'assessore - vengono verificati i prodotti utilizzati anche per i pasti già consegnati: la ditta è infatti tenuta ad avere un campione rappresentativo del pasto completo del giorno e deve essere conservato per 72 ore. Anche i genitori possono monitorare regolarmente la qualità del servizio grazie alla possibilità dell’assaggio pasto nel refettorio della scuola frequentato dal proprio figlio. E’ uno strumento noto e utilizzato con frequenza dai genitori.

La gestione del servizio mensa, inoltre, è monitorata e coadiuvata dalla Commissione mensa composta da un rappresentante per ogni Scuola dei genitori , da un rappresentante per ogni Scuola degli insegnanti , da un rappresentante del Comune , da un rappresentante della Ditta di Ristorazione , da una dietista e da un rappresentante del Sian dell’Ulss. Essa si riunisce due volte in ogni anno scolastico per esprimere pareri e proporre modifiche sui menù estivi ed il menù invernale, per valutare l’andamento del servizio in generale, per concordare progetti inerenti l’educazione alimentare - conclude l’assessore all’Istruzione, Claudio Borgia - E’ bene chiarire che il servizio mensa è costantemente monitorato dal Comune sia attraverso il cuoco dipendente che attraverso la dietista esterna incaricata. I controlli sono puntuali e periodici: l’ultimo dello scorso 20 novembre non ha riscontrato alcuna anomalia o problematica. Giovedì sera, appena saputa la notizia, ho subito predisposto un controllo in accordo con il sindaco fatto venerdì mattina che non ha riscontrato nessuna negligenza. Non si possono confondere le situazioni, deve essere chiaro che il nostro centro cottura non è quello di Chioggia, dove si è verificato il problema, bensì quello di Cornuda. E quindi mi sento di rassicurare tutti i genitori, dirigenti scolastici, insegnanti e i cittadini sulla qualità del servizio mensa nelle scuole pubbliche montebellunesi. E’ ovvio che continueremo a monitorare la situazione con professionalità e attenzione come abbiamo sempre fatto, questa è la priorità della nostra amministrazione. Quando Tiziana Favero si pone la domanda di quando Gemeaz terminerà il servizio nelle nostre mense si dimentica di chiedersi quando è iniziato. Glielo ricordo: nel 2000 ed è continuato quando lei era assessore alla sicurezza».

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