Rilevatore gps e registratore nel furgone per spiare il marito: assolta l'ex moglie

Mentre era già in corso la pratica per la separazione la donna aveva fatto installare sotto il cofano del mezzo il dispositivo. Durante un controllo dal meccanico l'uomo ha scoperto di essere spiato

Un rilevatore gps, da Google

Una separazione burrascosa, con il sospetto che il marito avesse una relazione clandestina. E' insomma una storia di presunte corna quella che ha portato a processo una 55enne di Castelcucco, finita alla sbarra con l'accusa di interferenze illegittime nella vita privata altrui per avere collocato un rilevatore gps nel furgone di lavoro del consorte sospettato di adulterio, oltre ad aver piazzato un registratore all'interno del mezzo per registrare le conversazioni. Ma per il giudice aver utilizzato il dispositivo per rintracciare la posizione del furgone non costituisce reato e le registrazioni ambientali non rientrano nella fattispecie per cui era stata indagata dalla Procura. E così la donna è stata assolta.

La vicenda risale al giugno del 2016. Ad accorgersi di essere sotto controllo è l'uomo che, durante un controllo di routine dal meccanico di fiducia, scopre che nel cofano del suo furgone è stato posizionato un dispositivo di localizzazione attraverso il segnale gps. Il sospetto va subito alla moglie, con cui è impegnato in una aspra causa di separazione. Qualche settimana dopo, mentre si trova nella macchina del figlio, si accorge di un registratore audio. Schiaccia il tasto play e arriva la sorpresa: l'audio è quello di una sua conversazione con il ragazzo che si era svolta qualche giorno prima proprio all'interno del furgoncino.

E scatta la denuncia. Per il giudice, sulla base di una consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione, l'utilizzo del gps per rintracciare i movimenti di una persona è assimilabile al pedinamento e non costituisce una specifica violazione di legge. Così come il reato di interferenza nella vita privata per il quale la 55enne era finita a processo non contempla le registrazioni ambientali, tanto più che queste non avrebbero potuto essere utilizzate in tribunale come prova di un eventuale effettivo tradimento. Così, invece della modifica del capo di imputazione, si è arrivati all'assoluzione, sia pur con formula dubitativa. Nel frattempo, neanche a dirlo, i due si sono separati e ora sono alle prese con una faticosa causa di divorzio.

Potrebbe interessarti

  • Crisi cardiaca alla festa di nozze: bimbo di un mese perde la vita

  • Malattia incurabile: papà trevigiano muore a soli 38 anni

  • Lega, è partita la corsa alla poltrona di Zaia

  • Vesuvio a rischio eruzione: il Veneto potrebbe ospitare i napoletani sfollati

I più letti della settimana

  • Astronave aliena atterra a Ca' Tron: il video fa il giro del web

  • Tragedia sul Piave, si tuffa in acqua e viene trascinato via dalla corrente

  • Crisi cardiaca alla festa di nozze: bimbo di un mese perde la vita

  • Travolto da un'auto mentre cammina a bordo strada, muore un 67enne

  • Si schianta con la bici contro un'auto sul Montello, 41enne in coma

  • Semina il panico in città, poi punge con una siringa un carabiniere

Torna su
TrevisoToday è in caricamento