Informazioni riservate, indagato ex comandante dei carabinieri di Castelfranco

Antonio Currò si difende dalle accuse: «Io ho svolto l'attività di consulente e non di investigatore. Quanto alle informazioni assunte ritengo di non aver commesso alcuna violazione di legge»

Antonio Currò, ex comandante della stazione dei carabinieri di Castelfranco Veneto

«Ritengo di non aver commesso alcuna violazione di legge penalmente rilevante». Antonio Currò, ex luogotenente dei carabinieri, con alle spalle una lunga carriera nella compagnia di Castelfranco, commenta così la notizia secondo cui sarebbe lui il titolare di una agenzia di investigazioni private intorno a cui ruota una inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Davide Romanelli, in cui si ipotizzano i reati di abuso in atti d'ufficio e accesso abusivo al sistema informatico in dotazione alle forze dell'ordine. Piaceri e favori che sarebbero stati chiesti a personale dell'Arma e della Polizia Locale in maniera tale da ottenere informazioni riservate su alcune persone, compresa anche la loro situazione bancaria.

Secondo la Procura di Treviso Currò, che è molto conosciuto nella Castellana, avrebbe agito come titolare di una agenzia investigativa che penetrava i segreti di quelli su cui doveva investigare utilizzando informazioni riservate utili. Il detective privato avrebbe inoltre potuto contare su alcuni "informatori" all'interno di una banca. A Currò, che aveva lasciato i carabinieri un paio di anni fa dopo essere andato in pensione, viene contestato anche l’esercizio abusivo della professione di investigatore privato in quanto avrebbe operato senza aver mai ottenuto la relativa autorizzazione amministrativa necessari per lo svolgimento del lavoro di detective privato.

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«Io ho svolto l'attività di consulente e non di investigatore -precisa Antonio Currò- tanto che per quanto riguarda le investigazione mi sono sempre avvalso della collaborazione di agenzie regolarmente autorizzate. Quanto alle informazioni assunte ritengo di non aver commesso alcuna violazione di legge penalmente rilevante avendo sempre avuto a disposizione informazioni del tutto lecite».

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