Cia Treviso: ecco prospettive e sfide del settore vitivinicolo per l'anno 2017

Denominazioni venete, l’identità di un territorio, le nuove sfide del settore e le doc tra i temi del convegno andato in scena a San Polo di Piave nei giorni scorsi

SAN POLO DI PIAVE Un convegno annuale, un appuntamento tradizionale di mezza estate organizzato dalla CIA Treviso per fare il punto sul settore vitivinicolo. Un’occasione per un confronto sui temi della produzione, del mercato e della tutela del vino, nel caso specifico il Prosecco Doc e il Pinot Grigio del Triveneto che quest’anno affronterà la sua prima vendemmia da Doc delle Venezie. Oltre alle sfide del mercato, nel corso dell’incontro ci sarà spazio anche per le novità che riguardano il lavoro del settore vitivinicolo: la gestione telematica dei registri di cantina e la nuova disciplina del lavoro occasionale.

“Nel nostro comparto vitivinicolo ci sono ancora margini per crescere con una strategia nazionale unica, valorizzando al meglio il Vigneto Italia’’. È quanto afferma il Presidente nazionale di CIA – Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, intervenendo al convegno 'CIA-Treviso, Prospettive e novità 2017 per il settore vitivinicolo trevigiano‘. "C’è la necessità di una nuova 'governance' dei Consorzi di Tutela, che devono progredire ed innovare il proprio ruolo, vedendo rafforzati i loro poteri nella gestione delle relative denominazioni. In particolare – sottolinea Scanavino - occorre assicurare la partecipazione effettiva di tutte le componenti imprenditoriali, attribuendo il giusto ruolo nella filiera al viticoltore. Occorre, inoltre, rivedere la distribuzione delle funzioni tra le aziende utilizzatrici della denominazione e le strutture di servizio. I consorzi – conclude il Presidente di CIA–Agricoltori Italiani - potranno, così essere sempre più uno strumento per accedere sui mercati in modo aggregato, dando alle imprese una maggiore crapacità competitiva”.

“La CIA di Treviso appoggia e appoggerà sempre l’identità dei prodotti - afferma Giuseppe Facchin, presidente CIA Treviso - L’intuizione del Consorzio del Prosecco nel 2011 è stato indovinata e intelligente. Guardiamo ad un sistema che si è autoregolato, dove tutti hanno fatto loro parte, con l’impegno disinteressato di tutta la filiera per la tutela di un prodotto che ha avuto una fortuna immensa, e l’auspicio è che questo si possa ripetere anche per il Pinot Grigio, il Consorzio si sta preparando per la prima vendemmia da Consorzio DOC delle Venezie. Compito della nostra Confederazione è spiegare che questi sono passi obbligati per chi chiede più di un vino, chiede un territorio e il rispetto per il consumatore e per le coltivazioni. In questa direzione va anche l’accordo di filiera trasversale tra viticoltori, trasformatori e imbottigliatori che si sta definendo in queste settimane con l’obiettivo di dare stabilità al mercato e reddito certo almeno per il prossimo triennio”.

“La nuova doc 'delle Venezie', che insieme alle 20 doc storiche del Pinot Grigio del triveneto rappresenta 1,9 mln di hl di vino (per oltre 250 milioni di bottiglie) pari all’85% del Pinot Grigio prodotto in Italia, è pronta per la sua prima vendemmia – ha dichiarato il presidente del Consorzio Albino Armani – Mancano pochi giorni al primo taglio dei grappoli di Pinot Grigio negli oltre 24 mila ettari della nuova denominazione, estesi nelle regioni Veneto, Friuli e Trentino, e ci arriviamo con tutte le carte in regola per affrontare la nostra prima sfida in vigneto, che seguirà in cantina e, quindi, sui mercati di tutto il mondo. Siamo vicini alla soglia simbolica delle prime 100 aziende associate provenienti da tutte le aree della denominazione, da altre regioni del Paese e, qualcuna, anche dall’estero che, già oggi, rendono il Consorzio forte e rappresentativo, Ma vogliamo e dobbiamo crescere ancora di più per costruire, tutelare e valorizzare, tutti insieme, la nuova identità collettiva del Pinot Grigio delle Venezie, il Pinot Grigio italiano certificato”.

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