Alla caserma Cadorin di Treviso, diplomati cento soldati-artigiani

La consegna dei diplomi questa mattina alla presenza del comandante del 33° reggimento di guerra elettronica Col. Aldo Ferrara e di Giuliano Chies della CNA provinciale

TREVISO Chissà se quando, si sono arruolati nell’esercito, se la sarebbero mai aspettato, i soldati della Cadorin, storica caserma trevigiana che ospita il 33° Reggimento EW, di trovarsi, nel tempo libero da esercitazioni e doveri militari, a restaurare e imbiancare pareti o riparare tubature. A fare, insomma, quei lavori di manutenzione ordinaria necessari a mantenere efficiente un patrimonio immobiliare pubblico che, per età, qualche acciacco ormai ce l’ha. Sicuramente, a sentire loro, non avrebbero mai immaginato di divertirsi tanto maneggiando cazzuole e chiavi inglesi e scoprendo tutti i segreti dei mestieri artigiani.

Questa mattina, venerdì 13 maggio, ai soldati-artigiani che hanno sostenuto i corsi e superato gli esami in “Manutenzioni idrauliche” e “Manutenzioni edili”, sono stati consegnati gli attestati di partecipazione da CNA Formazione, ente accreditato, che ha progettato i percorsi formativi e messo a disposizione il know-how dei propri mastri artigiani.

Assieme a loro, sono stati consegnati i diplomi anche ai gruppi di militari che nel 2015 e nel 2016 hanno seguito i corsi per la sicurezza in “Carrelli elevatori industriali”, “Gru mobili”, “Lavori in quota” e “Montaggio trabatelli”, necessari per poter operare senza rischi per l’incolumità sia nei lavori di manutenzione che nelle operazioni militari ordinarie. I soldati-artigiani “diplomati” sono un centinaio. Alla cerimonia di questa mattina era presente un gruppo in rappresentanza di tutti i colleghi, molti dei quali impegnati in attività operative sul territorio e di addestramento.

«L’esercito italiano ha sempre promosso la formazione del proprio personale come strumento fondamentale affinché la prevenzione e protezione diventino parte integrante nella pianificazione e programmazione di tutte le attività lavorative - ha spiegato il col. Aldo Ferrara durante la cerimonia di consegna degli attestati -. Questo approccio è un pilastro in tutte le nostre attività istituzionali e serve a rendere gli ambienti di lavoro più sicuri, più salubri e più produttivi, mantenendo, nel contempo, efficiente la struttura che ci ospita. L’obiettivo viene raggiunto anche attraverso una attenta sinergia con enti pubblici e con alcune realtà private, come quella della CNA, con cui c’è stata, e continua ad esserci, una consolidata cooperazione. In questo caso, l’idea è stata  un affiancamento sul campo tra i nostri militari e gli artigiani della CNA, che nella Marca possono vantare un  know-how invidiabile».

I corsi di manutenzioni idrauliche ed edili hanno lo scopo preciso di rendere autonomi i militari nelle riparazioni della propria caserma preservandone la vivibilità e il decoro. Gli interventi effettuati hanno prodotto il recupero di 200 metri di facciata interna del muro di cinta della caserma Cadorin, molto compromesso, e la sistemazione edile ed idraulica dei locali doccia della caserma. In questa occasione i militari sono stati assistiti dagli artigiani nelle opere di ripristino, nei prossimi interventi saranno in parte autonomi.   

A consegnare gli attestati, questa mattina, sono stati il comandante di reggimento Col. Aldo Ferrara e Giuliano Chies della CNA provinciale. La cerimonia di consegna è avvenuta in caserma alle ore 10.

«I cittadini che impegnano le loro energie nelle forze armate per garantire la sicurezza del nostro Paese sono molto apprezzati dai nostri imprenditori – afferma Giuliano Chies della CNA provinciale -. Pertanto le sinergie tra l’esercito e il mondo artigiano sono sempre positive perché portano benefici reciproci: ai militari, che accrescono la loro professionalità con competenze utili, spendibili nel loro quotidiano, e agli artigiani perché possono trasmettere ad altri un sapere prezioso, un patrimonio di conoscenze che così non va perduto».

La caserma Cadorin rientra tra le proprietà monumentali dello Stato e la sua costruzione risale al lontano 1939. Conosciuta nel contesto trevigiano anche come il “Campo di Monigo”, rappresenta un pezzo di storia della realtà locale. La struttura è stata sede di diversi reparti militari dell’esercito italiano ed al momento ospita il 33° Reggimento EW, reparto di élite dell’esercito italiano specializzato in guerra elettronica. 

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