Anziani morti soffocati in un incendio: in tre indagati per omicidio colposo

La tragedia il 16 marzo 2016 a Colle Umberto. A perdere la vita Emilio Alpago e la moglie Antonietta Siracusa. A processo il figlio Gianni, il progettista ed il costruttore dell'abitazione, sprovvista di porta tagliafuoco tra casa e garage, prevista per legge

Il luogo della tragedia, Colle Umberto, via dei Cinti

Quando la Procura chiese l'archiviazione del fascicolo di indagine lui presentò opposizione chiedendo nuove indagini sulla  morte dei genitori, asfissiati dal fumo sprigionatosi nell'incendio divampato nel garage della loro abitazione il 16 marzo del 2016 a Colle Umberto. Ma Gianni Alpago, 40enne carabiniere attualmente in aspettativa, ora è imputato nel processo iniziato stamattina per quei fatti, alla sbarra insieme a Tarcisio e Giovanni Dotta, progettista e esecutore dei lavori di costruzione della villetta in cui risiedevano i coniugi Alpago risultata sprovvista come invece previsto dalla normativa, di una porta tagliafuoco che separasse i locali dell'abitazione dal garage. Tutti devono rispondere dell'accusa di omicidio colposo. Secondo la Procura fu il comportamento di Alpago che, con negligenza, causò il rogo che provocò le esalazioni mortali.

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La tragedia avvenne alle 5 del mattino. Probabilmente a causa di un guasto al motorino di accensione dell'auto di Gianni Alpago in garage scoppiò un incendio. Fu un vicino ad avvisarlo del rogo. Quando l'uomo scese in garage per spegnere le fiamme la porta in legno che dava dal riparo dell'auto alla casa era piegata dal calore e per entrare nel garage fu costretto ad aprire il basculante che dava sul giardino. Ma quando l'aria invase la stanza le fiamme presero ancora più forza. I genitori, Emilio Alpago e la moglie Antonietta Siracusa, non ebbero scampo: morirono soffocati dal rogo.

La prima indagine concluse che non vi fosse una correlazione di causa-effetto tra la mancanza della porta tagliafuoco e la tragedia e venne chiesta l'archiviazione per gli impresari e il progettista. Ora il carabiniere si trova anche nella curiosa situazione di essere imputato e, allo stesso tempo, parte civile, costituitasi nei confronti di progettista e costruttore che, a suo dire, non avendo posizionato la chiusura anti-incendio, sono i veri e unici responsabili della morte dei suoi genitori. Si torna in aula per iniziare ad ascolatare i testi il prossimo 12 giugno.

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