Catturato dalla polizia il "rider" della cocaina: dosi nascoste sotto il sellino

L'indagine del Commissariato di Conegliano ha portato all'arresto di un migrante nigeriano di 25 anni, soprannominato "Itis": bazzicava tra piazzale Zoppas, via Rosselli e via Vespucci. Gli investigatori hanno stimato circa 800 cessioni

La bici del pusher

Trasportava e distribuiva dosi di cocaina utilizzando la sua bicicletta: le dosi erano ben nascoste sotto il sellino. Dopo una lunga indagine gli investigatori del Commissariato di Conegliano, coordinati dal vicecommissario Dario De Carlo, hanno arrestato e accompagnato in carcere a Santa Bona, nella mattinata di mercoledì, quello che era una sorta di "rider" della droga. Si tratta di un nigeriano di 25 anni, A.E., un richiedente asilo (ora questa posizione è al vaglio dell'ufficio immigrazione) soprannominato "Itis", senza precedenti penali alle spalle: a suo carico il gip del tribunale di Treviso ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare per spaccio continuato di sostanze stupefacenti. Il giovane straniero bazzicava tra piazzale Zoppas, via Rosselli e via Vespucci.

Dalla fine del 2017 alla fine del 2018 gli investigatori hanno stimato che il pusher abbia distribuito circa 800 dosi (cessioni documentate) ad una decina di clienti fidati, resdienti in tutto il coneglianese, che variavano dai 20 ai 30 anni (tra loro alcuni insospettabili ma anche studenti). Il volume d'affari varia tra i 36 ed i 45mila euro. Nell'aprile del 2018 il giovane era riuscito a sfuggire ad un controllo da parte degli agenti delle volanti mentre si trovava con altri stranieri: il nigeriano si gettò nel Monticano, dopo aver abbandonato la sua bici (sotto il sellino furono rinvenuti otto grammi di polvere bianca) con cui solitamente si spostava, attraverso percorsi soprattutto pedonali e ciclabili della città del Cima (argine Monticano, stadio, cimitero ecc.). I contatti tra pusher e cliente avvenivano via cellulare: ad un primo incontro ne seguiva un secondo per l'effettiva consegna delle dosi di cocaina che il pusher si teneva solitamente in bocca.

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