Carrozziere e figlio truffati dalla società di Fabio Gaiatto: spariti 40mila euro

Un 53enne ed un 24enne di Cordignano vittime del "Madoff del Nordest". Il raggiro risale a due anni fa ed è stato denunciato ai carabinieri: nel mirino degli investigatori anche un rappresentante ed un broker della "Venice Investment group"

Fabio Gaiatto, soprannominato il "Madoff del Nordest"

Hanno versato in tutto, in diverse tranches, circa 40mila euro in contanti, con il miraggio di guadagni da sogno, tra i 50 ed il 60%. Non potevano immaginare di essere finiti tra i tremila di clienti truffati dalla "Venice Investment Group", società tristemente nota perchè riconducibile a "Madoff del Nordest", al secolo Fabio Gaiatto, trader 44enne di Portogruaro arrestato l'11 settembre del 2018 dalla Guardia di Finanza di Venezia e attualmente rinchiuso nel carcere di Tolmezzo. Alla montagna di denunce per truffa a carico di Gaiatto (finirà a processo nell'ottobre del prossimo anno insieme a tredici tra i suoi collaboratori) si aggiunge anche quella presentata ai carabinieri, nell'ottobre scorso, da un carrozziere 52enne di Cordignano, D.C., e del figlio 25enne, D.A.. L'uomo (proprietario di una carrozzeria ad Orsago), nonostante precedenti "cantonate" prese nel settore finanziario, era stato invogliato all'investimento da un amico e rappresentante di prodotti, P.S. (durante un incontro di lavoro nel marzo 2017), che gli aveva poi consigliato l'incontro con un suo conoscente, uno dei broker di Gaiatto, S.L.. Al vaglio degli investigatori c'è proprio la posizione di questi due uomini, entrambi funzionali alla truffa subita ai danni del 52enne.

D.C., vinte le prime titubanze, si è poi convinto della bontà dell'affare e ha contattato S.L. concordando con lui un incontro per i primi giorni di maggio 2017. Seguiranno altri tre incontri in cui al carrozziere sono state spiegate le modalità dell'investimento, quindi i versamenti, i guadagni e l'eventuale storno nel suo conto corrente di quest'ultimi. Allettato da tutte le informazioni ricevute, D.C. ha deciso di sottoscrivere il contratto con la promessa che avrebbe versato loro una somma iniziale di 15mila euro e che avrebbe lasciato gestire il fondo, e che i guadagni venissero posti a cumulo del capitale iniziale. Il giorno in cui aveva fatto eseguire il bonifico, il 52enne ha ricevuto la visita del broker che lo ha indotto ad installare sul suo telefono cellulare, un link che gli avrebbe permesso, quando lo desiderava, di osservare i movimenti del suo fondo, quindi gli andamenti e relativi guadagni. Vedendo che i guadagni erano sempre in positivo, felice del suo investimento, ha dato disposizione a S.L. di eseguire un altro bonifico da 15mila a favore della "Venice lnvestiment Group LTD", visto che i guadagni erano veramente favorevoli.

Il carrozziere ha poi invogliato suo figlio, D.A., a fare lo stesso: il 25enne, allettato da una prospettiva di fare soldi facili, ha deciso di aderire a sua volta a questo fondo d'investimento, e nei primi giorni del mese di ottobre 2017, ha incontrato S.L. e come il padre ha sottoscritto il contratto; anche in questo caso, con la promessa che D.A. avrebbe versato una somma 10mila euro, dando indicazioni che sarebbe stato il fondo a gestire questa somma, e i successivi guadagni dovevano essere posti a cumulo del capitale iniziale. Anche a D.A. è stato istallato un link sul suo telefono cellulare per il controllo dell'andamento del fondo e poteva riscontrare che i guadagni erano in positivo.

Nel settembre 2018, quando viene reso noto l'arresto di Gaiatto, titolare "Venice Investiment Group LTD", D.C. e D.A. hanno chiamato S.L., che cercava di minimizzare la faccenda affermando che tutti i broker della citata società riconducibile a Fabio Gaiatto si erano incontrati presso la sua abitazione, per festeggiare, visto che la sua posizione era stata mitigata e che tutto si stava risolvendo. Successivamente hanno chiamato P.S.che invece si è dimostrato dispiaciuto per quanto avvenuto e per le perdite di denaro subite, proponendo loro di rivolgersi ad un legale che stava già assistendo numerose persone colpite dal comportamento truffaldino di quella società. Padre e figlio non sono ovviamente riusciti a recuperare la somma totale di 40mila euro versata alla società "Venice Investiment Group LTD".

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