Cornuda, barista ruba gratta e vinci per 35 mila euro: licenziata

La barista di un locale di Cornuda è stata licenziata e denunciata per aver rubato gratta e vinci per trentacinquemila euro. La donna è affetta da dipendanza da gioco

Rubava gratta e vinci nel bar in cui lavorava. Una trentatreenne, affetta da dipendenza da gioco, è stata lincenziata e denunciata dalla propria titolare. "Non riesco a resistere ai tagliandi da grattare – ha confessato ai Carabinieri – E quando ho finito i miei soldi ho iniziato a rubarli".

Lo scorso ottobre la titolare del bar, nella zona di Cornuda, si era accorta di un ingente ammanco di gratta e vinci. Facendo i conti, infatti, si era accorta che qualcosa non tornava nel bilancio di entrate e uscite relative ai tagliandi: mancavano ben trentacinquemila euro. Già l'anno precedente la donna aveva notato delle incongruenze tra spese e incassi, ma gli ammanchi non erano stati tali da impensierirla.

Alla denuncia della titolare del bar, i Carabinieri hanno dunque avviato un'indagine, scartando immediatamente che pottesse trattarsi di furto con destrezza reiterato, dal momento che i tagliandi erano collocati in modo da non essere accessibili ai clienti. I militari hanno perciò posizionato nel locale una telecamera nascosta, che ha ripreso la barista mentre faceva incetta di gratta e vinci.

Approfittando dei momenti in cui, a fine turno, rimaneva da sola, la trentatreenne prendeva dallo scaffale pacchetti da dieci biglietti alla volta, mettendoli in borsa, per poi continuare a lavorare. La telecamera ha immortalato la donna per ben quattro volte in pochi giorni. Dopodiché, appurato che l'unica responsabile dei furti fosse lei, i Carabinieri hanno fatto scattare la denuncia nei confronti della trentatreenne.

Di fronte alle contestazioni di militari, la donna ha ammesso subito le proprie responsabilità, confessando di essere malata di gioco. Dalle indagini è emerso, tra l'altro, che i tagliandi rubati avrebbero fruttato alla barista qualcosa come ventimila euro di vincite. Guadagno che le è costato il posto di lavoro, oltre a metterla nei guai con la giustizia.

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