Coronavirus: ancora in aumento il numero dei contagi nella Marca

Nella provincia di Treviso sono 1.412 i positivi al Covid-19, mentre complessivamente i dimessi dall'inizio dell'epidemia sono 196 e i decessi 94

L'ospedale di Castelfranco illuminato con il tricolore

Nella serata di domenica l'Azienda Zero ha emesso il bollettino col secondo aggiornamento di giornata.

Veneto

Nella serata del 29 marzo i casi di Covid-19 registrati in regione sono 8.509 (con 1.617 ricoverati di cui 360 in terapia intensiva. Sono invece 740 le persone dimesse dal 21 febbraio e 402 i deceduti risultati positivi al virus. Quella di Padova è la provincia più colpita dai contagi (2.064), seguita da Verona (1.933), Treviso (1.412), Vicenza (1.115), Venezia (1.086), Belluno (411) e Rovigo (125) mentre sono 20.064 i soggetti in isolamento domiciliare in tutta la regione (di cui 4.75 nella Marca).

Treviso

Al momento si registrano 111 pazienti ricoverati in area non critica all'ospedale Ca' Foncello (-4 rispetto a ieri sera), 40 al San Camillo di Treviso (+2), 19 a Oderzo (+2), 18 a Conegliano (+2), 102 a Vittorio Veneto (-2), 23 a Castelfranco Veneto (-1) e 29 a Montebelluna (-2). In terapia intensiva ci sono, invece, 25 pazienti al Ca' Foncello (+2), 5 a Oderzo (+3), 9 a Conegliano, 6 a Vittorio Veneto e 7 a Montebelluna. Infine, complessivamente i dimessi dall'inizio dell'epidemia sono 196, mentre i decessi sono ora 94 (nelle ultime ore due al Ca' Foncello e uno all'ospedale di Vittorio Veneto, nello specifico due uomini e una donna sui 79 anni che avevano già gravi patologie pregresse).

Nel frattempo, a far notizia è la morte per Coronavirus del primo paziente all'istituto Gris di Mogliano Veneto. A perdere a vita infatti, all'ospedale di Mestre, è stato l'ex autotrasportatore 87enne Vittorio Ceolotto. A preoccupare però l'Ulss 2 è il fatto che un medico in servizio all'Ipab moglianese sia stato trovato positivo al Covid-19, mettendo quindi in allarme le famiglie dei molteplici ospiti della struttura. In ogni caso, sabato sera tutti gli ospedali dell’Ulss 2 sono stati illuminati con le luci del tricolore italiano con l'obiettivo di sostenere e supportare il personale sanitario e come luce di speranza e di unità in questo periodo buio.

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