Villa Sandi: licenziato sindacalista: “Atto grave e immotivato”

Operaio con famiglia, Andrea Perone è stato il più votato tra i lavoratori nel 2015. Flai Cgil e Fai Cisl: "Potrebbe esserci l’eventualità di procedere all’impugnazione secondo l’articolo 28"

CROCETTA DEL MONTELLO Dopo aver lavorato nove anni per l’azienda vinicola Villa Sandi di Crocetta del Montello, Andrea Perone, operaio, RSU e RLS FLAI CGIL, di punto in bianco è stato licenziato. L’Azienda ha giustificato la decisione di risoluzione del rapporto per soppressione della posizione lavorativa, ma il Sindacato non ci vede chiaro. “Un atto gravissimo quanto incomprensibile. Non siamo stati neppure interpellati per un confronto - spiegano Danilo Maggiore, della FLAI CGIL di Treviso e Andrea Meneghel, segretario FAI CISL Belluno Treviso -. Per una realtà in espansione, che utilizza il lavoro in somministrazione e appalta alle cooperative parti di produzione, e che recentemente ha sbandierato la crescita dei fatturati - di 5 milioni l’utile nel 2016 - e l’avvio di nuovi investimenti, troviamo quanto mai pretestuoso il motivo del licenziamento”.

L’operaio di 48 anni, con famiglia, ha lavorato un anno e mezzo come interinale e un anno con contratto a termine per poi essere stato assunto a gennaio 2011 a tempo indeterminato. L’ultima mansione assegnata è quella di addetto al controllo etichettature e confezionamento. Il più votato tra i dipendenti della Sandi, nel 2015 è stato eletto nella lista della FLAI come RSU e RLS, contribuendo a far entrare la CGIL nella Rappresentanza Sindacale Unitaria, da allora composta dalle sigle di categoria FLAI CGIL e FAI CISL.

“Il programma di automazione della produzione e riorganizzazione del reparto, con l’acquisto di un nuovo macchinario Logilook per il controllo visivo a memoria fotografica - spiegano i rappresentanti sindacali - non può costituire la causa del licenziamento. L’azienda avrebbe dovuto coinvolgere le parti sociali in questa fase. Sandi, infatti, che conta circa 100 dipendenti nella tenuta di Crocetta del Montello, non solo si avvale delle cooperative, ma attinge anche forza lavoro in somministrazione e da qualche anno ha in organico alcuni lavoratori che sono già in pensione. Dentro tale quadro e visto l’incremento della produzione, e dunque del fatturato, dichiarato recentemente dalla stessa azienda, non è ragionevole pensare che non vi sia stato modo per procedere a un rimansionamento del lavoratore”.

I Sindacati ravvisano dietro al licenziamento del dipendente la volontà della Società di allontanare un rappresentante dei lavoratori a volte non in linea con la politica aziendale messa in campo da Sandi. “Mentre affrontiamo la vertenza di carattere individuale - concludono i segretari generali - mettiamo sul piatto anche l’eventualità di procedere all’impugnazione del licenziamento per attività antisindacale”.

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