Da Lombardia e Romagna per vendersi sulle strade trevigiane

Vengono da Lombardia ed Emilia Romagna le prostitute che si vendono sulle strade del sesso trevigiane. E una di loro è stata truffata da un cliente che la ha pagata con banconote false

Arrivano da Bergamo e Brescia, ma anche dall'Emilia-Romagna e Venezia le prostitute in questo primo scorcio di estate, per venire ad esercitare sulle strade del sesso della Marca trevigiana.

La Polizia di Treviso ha intensificato i controlli notturni dai quali emerge che molte lucciole, che solitamente lavorano in altre province, ora prediligano il Terraglio e la Pontebbana.

Dal primo luglio ad oggi la Polizia trevigiana, in collaborazione con il Nucleo Prevenzione Crimine di Padova, ha identificato 225 lucciole nell'arco dei 40 giorni di attività. Per 160 volte sono state fermate romene, poi ungheresi, serbe, sudamericane e due russe.

E proprio una di loro è stata al centro di un recente fatto di cronaca. Una prostituta dominicana di 39 anni è stata truffata da un cliente abituale con 200 euro in banconote false. Lei si è presentata ugualmente in un negozio del centro di Treviso per acquistare accessori e abbigliamento e ha tentato di pagare la merce, circa 90 euro, con due pezzi da 50 falsi.

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Ma il negoziante non ha abboccato e ha chiamato una volante. Nel frattempo la lucciola era scappata lasciando i soldi, che secondo gli inquirenti erano copie ben fatte. Ora la Polizia sta svolgendo indagini per individuare il cliente, un trevigiano di mezza età che gira con un'auto scura e che usa denaro falso per pagare le sue notti di sesso.

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