Vittorio Veneto: la stazione di Soffratta tra degrado e disservizi

Bagni inutilizzabili, obliteratrice fuori servizio, sbarre del passaggio a livello che funzionano a intermittenza: tutti i problemi della stazione di Soffratta, a Vittorio Veneto

Vittorio Veneto è uno dei pochi centri della Provincia ad avere due stazioni ferroviarie: una in centro e l’altra in zona Ceneda sulla tratta Calalzo-Venezia.

Entrambe sono coordinate dalla centrale operativa di Mestre inaugurata circa sei mesi fa. Centrale dalla quale viene regolamentato il movimento delle sbarre e “digitato” l'orario treni e l'eventuale ritardo sui display presenti negli scali ferroviari.

LA STAZIONE - Entrambe le stazioni sono un po’ lasciate a se stesse, ma il caso più eclatante è quello di Soffratta. Qui i disservizi e i disagi per gli utenti sono diversi. I servizi igienici rimangono un sogno ed è impensabile soddisfare un bisogno fisiologico. Dopo mesi di abbandono e sporcizia, l'accesso ai bagni è stato ostruito con dei pannelli di compensato. L'unica soluzione è rivolgersi al bar vicino, appena fuori la stazione.

Per non parlare della macchinetta obliteratrice che, a detta di studenti e pendolari ”funziona quando vuole”. L'unico intervento in soccorso dei viaggiatori, la tettoia realizzata qualche mese fa per ripararli dalla pioggia.

LE SBARRE - Oltre alle condizioni in cui versa la stazione, un altro grosso problema è rimarcato dagli utenti e, soprattutto dagli automobilisti. Spesso, dopo il passaggio di un convoglio, le sbarre del passaggio a livello non vengono più alzate, se non dopo almeno mezz'ora. Questo dipende da errori tecnici derivanti dall’automazione di quella che ormai è nota come la “stazionetta”.

Si formano così file di auto, che poi devono muoversi lentamente, creando non pochi problemi alla viabilità di una zona di suo già appesantita dalle vicine arterie importanti. E anche la scarsa illuminazione non aiuta. Qualche settimana fa, per esempio, una signora ha imprudentemente attraversato il passaggio a livello con la propria bicicletta, sebbene le sbarre fossero ancora abbassate, rischiando di essere investita da un treno. Scaraventata a metri di distanza, la signora se l'è cavata con tanto spavento e qualche escoriazione.

I TRENI - Ultimo, ma non meno importante disagio che affligge i passeggeri vittoriesi è il numero dei convogli, che durante la settimana soddisfano a malapena i pendolari e che nei fine settimana non esistono, se non in orari molto contenuti.

All’orizzonte si profila una raccolta di firme che il Pdl sta raccogliendo al fine di vedere migliorate le condizioni di attesa dei clienti di Trenitalia, ma anche per il miglioramento dell’orario al fine di poter vedere “spalmato” in modo più omogeneo il traffico ferroviario per la città della Vittoria.
 

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