Smascherata la setta delle Onde Delta: tra loro anche una trevigiana

Il gruppo operava in tutta Italia ed in Brasile convincendo la clientela a riattivare queste onde cerebrali. Si trattava però di un semplice raggiro

TREVISO - Avevano creato negli anni un vero e proprio sistema truffaldino per guadagnare migliaia di euro in poco tempo e con il minimo sforzo, ma alla fine sono stati tutti scoperti e denunciati per associazione a delinquere e professione abusiva della professione medica

Si tratta della cosiddetta setta delle "Onde Delta", ossia un gruppo di persone molto attivo che per anni ha organizzato incontri in tutta Italia, ma anche in Brasile, sull'utilità di questa tipologia di onde cerebrali e su come svilupparne le potenzialità per migliorare la propria vita, anche attraverso l'assunzione di farmaci specifici. Ovviamente il tutto era a pagamento, tanto che il raggiro operato da questo gruppo di malviventi si aggirerebbe sui 400 mila euro con il coinvolgimento di centinaia di persone che legittimamente si erano affidate a questi sedicenti esperti psicologi e psicoterapeuti.

L'indagine in ogni caso è scattata nel gennaio del 2013 grazie alla Guardia di Finanza e alla Squadra Mobile di Nuoro, in Sardegna, su segnalazione anonima di diversi clienti truffati dalla setta che in alcune lettere spiegavano nei dettagli come avveniva il tutto. Sono così finiti nella rete degli inquirenti la 47enne architetto L.D. di Orgosolo, rea di essere la "santona" del gruppo", le sue sorelle P.D di 57 anni e M.D. di 60 e infine il suo fidanzato 42enne L.F. di Pesaro, tutti complici delle truffe poste in essere. Tra i collaboratori però stabili delle "Onde Delta" sono stati anche riscontrati la trevigiana M.P di 34 anni, C.C. 36enne di Pesaro, S.S. 42enne di Nuoro e la 35enne A.G. di Sassari.

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Per tutti è scattata perciò la denuncia per associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione di medico, psicoterapeuta e psicologo, soprattutto per aver convinto la propria clientela ad assumere farmaci allucinogeni o previsti solo per malattie gravi, non adatti quindi a pazienti in buone condizioni di salute e perciò altamente nocivi. Nel raggiro sarebbero finiti non solo casalinghe, commercianti e dipendenti pubblici, ma anche diversi Vip italiani. In ogni caso le indagini ora proseguiranno per capire quali possano essere le reali ripercussioni sul territorio di questa truffa ordita nei minimi dettagli e per evitare possibili complicanze nella giornata di mercoledì è stato pure oscurato dalla polizia il sito internet della basista dell'operazione.

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