"Diabetico resta paraplegico, ma la compagnia non vuole risarcirlo"

E’ la vicenda che sta vivendo G.P., un cinquantasettenne di Gorgo al Monticano, denunciata da Studio 3A

GORGO AL MONTICANO Un diabetico perde l'uso delle gambe a causa di un incidente ma la sua compagnia di assicurazioni sarebbe disposta a risarcirlo ma solo per la metà del massimale previsto nella polizza per l'invalidità permanente, peraltro basso, appena 50mila euro. Motivo? Non ha comunicato, in buona fede, di essere diventato soggetto a insulina. E’ la vicenda che sta vivendo G.P., un cinquantasettenne di Gorgo al Monticano, denunciata da Studio 3A, a cui l'uomo si è rivolto per ottenere giustizia, attraverso il consulente Riccardo Vizzi. “L'ennesimo caso di mala assicurazione - lamenta l'Amministratore Unico di Studio 3A, Ermes Trovò - Nessuna domanda quando si tratta di incassare, tutti i problemi del mondo quando capita qualcosa e si parla di risarcimento. E nessuno scrupolo di coscienza, neanche di fronte a una persona macrolesa”.

G.P. soffre di diabete e, correttamente, lo comunica fin da subito alla sua compagnia al momento della sottoscrizione, nel 2006, di un'assicurazione infortuni per il suo scooter Aprila. Lo scorso anno, il primo maggio, il dramma: poco dopo mezzanotte, mentre sta percorrendo la Strada Provinciale 54 in località Chiarano, Piccoloperde improvvisamente il controllo del suo ciclomotore, esce di strada e rovina in un fossato, restando esanime per lunghe ore. Viene notato l'indomani mattina da un passante che dà l'allarme. Il cinquantasettenne, ritrovato in stato di grave ipotermia, viene immediatamente trasportato all'ospedale di Treviso dove, poco dopo il suo arrivo, va anche in arresto cardiaco. Rimane diversi giorni in coma farmacologico, ma alla fine riesce a uscire dal tunnel. La sua vita, però, è stravolta. Oltre alle varie fratture alle costole, ad entrambe le scapole e ad una spalla, riporta la rottura con scoppio della colona vertebrale e perde l'uso delle gambe.

Rimasto paraplegico, il danneggiato si rivolge alla sua compagnia assicurativa per essere risarcito. Il contratto stipulato con la compagnia assicurativa, tra le garanzie prestate, prevede anche un massimale di 50mila euro per l'invalidità permanente: poco per tutte le cure di cui ha bisogno e per l'enorme danno morale ed esistenziale subìto, ma almeno è qualcosa. “Con sua grande sorpresa e amarezza, però, la compagnia risponde picche, “forte” del solito “codicillo” del contratto” denunciano da Studio 3A. G.P., nell'evoluzione della sua malattia, nel 2011 ha iniziato ad assumere l'insulina ma non pensava che ciò cambiasse qualcosa dal punto di vista assicurativo, tanto più che aveva comunicato di essere diabetico. “Il danneggiato, dunque, si rivolge a Studio 3A per far valere i propri diritti e, dopo lunghi tira e molla, la compagnia sarebbe disposta ad aprire ad un risarcimento, ma solo parziale – spiegano dallo studio -: l'offerta massima sarebbe di trentamila euro, venticinquemila, cioè la metà, per l'invalidità permanente ecinquemila per l'indennità del ricovero all'ospedale. Una proposta al ribasso che lui e Studio 3A non intendono accettare ed è quindi molto probabile che l'uomo, dopo tutto ciò che sta patendo, sia anche costretto ad intentare una causa.

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