Invalido totale, evasione contestata: ma non doveva presentare dichiarazione dei redditi

Ha ricevuto una lettera in cui gli si comunicava di aver sbagliato la compilazione del 2013 quando non avrebbe dovere di presentare la dichiarazione

ODERZO - “Dopo aver gettato nella più cupa disperazione migliaia di imprenditori, inviato cartelle con interessi da capogiro a famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, colpito i più deboli non riuscendo a farsela con i più forti (lo hanno ammesso gli stessi suoi dirigenti), oggi il fisco se ne inventa un’altra: la rettifica a una dichiarazione dei redditi che non doveva essere presentata. Perché il contribuente, in questo caso, è un italiano che ha soltanto la colpa di essere un disabile”. Il Presidente del Veneto, Luca Zaia, interviene sdegnato nella vicenda del disabile di Oderzo che, come ha denunciato il suo amministratore di sostegno, ha ricevuto da Roma una lettera in cui gli si comunicava di aver sbagliato la compilazione della dichiarazione 2013 quando invece, come avrebbero ammesso gli stessi uffici dell’Agenzia, l’interessato non avrebbe alcun dovere di presentare la dichiarazione.

“E’ ora di smetterla - aggiunge Zaia - , anche nell’interesse stesso dell’Amministrazione finanziaria, con questo clima oppressivo, con queste stupidità burocratiche di controlli che servono solo a impegnare uffici e computer ma non a scovare davvero chi evade".

"Perché non è torchiando chi dà lavoro, non è riempiendo di cartelle chi si trova in difficoltà economiche, non è attivando migliaia di verifiche inutili e senza senso, che si costruisce il volto di un’amministrazione efficiente - conclude -. Impariamo dai paesi più evoluti: tasse più basse, civiltà di rapporto e aiuto ai contribuenti, mano durissima con chi evade. Ma con chi evade davvero, non con chi ha la sventura di incappare in un errore formale o si trova senza soldi per pagare perché la crisi lo ha colpito con durezza”.

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