Le leggi razziali sugli ebrei veneti

Gli studenti del Liceo Levi di Montebelluna presentano l'azione scenica “Vite spezzate”, presentata il mattino del 27 gennaio e in replica, aperta a tutti, la sera alle 20,30

MONTEBELLUNA Giornata della memoria dedicata al tragico destino di alcuni ebrei veneti: a riscoprire le loro storie gli studenti del Liceo Levi di Montebelluna. L’azione scenica “Vite spezzate”, prodotta dagli studenti, presentata il mattino del 27 gennaio e in replica, aperta a tutti, la sera alle 20,30. Sono passati ottant’anni da quando le leggi razziali in Italia hanno cambiato la vita di migliaia di ebrei. Gli studenti del Liceo Levi di Montebelluna, sabato 27 gennaio, in occasione della “Giornata della Memoria”, presenteranno il risultato di una loro ricerca sui destini di alcuni insegnanti e liberi professionisti ebrei, residenti in Veneto, la cui vita fu improvvisamente travolta dalla promulgazione delle leggi razziali. Gli studenti si sono chiesti “E oggi noi, come reagiremmo di fronte alla promulgazione di leggi razziali di stato? La storia ci ha insegnato veramente qualcosa?”. Dalle loro ricerche e riflessioni hanno ricavato uno spettacolo dal titolo “Vite spezzate” fatto di letture, filmati, brani musicali: per rivivere le emozioni i drammi di questo triste anniversario.

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Dunque la prossima giornata della memoria sarà celebrata dal Liceo Levi non come semplice ricordo, ma come momento per capire, per imparare affinché “non avvenga mai più”. Nel corso della mattinata del 27 gennaio avranno luogo due rappresentazioni dello spettacolo per gli studenti e in serata vi sarà anche una replica, a partire dalle ore 20,30, aperta ai genitori, alle autorità e a tutta la cittadinanza. Si racconteranno le storie vere di Marta Minerbi e Alessandro Ottolenghi, dell’avvocato Lattes e del violinista Donato di Veroli, un giovane promettente musicista ebreo romano espulso dal Conservatorio; si racconteranno le reazioni di professori universitari negli atenei italiani, il tutto seguendo il filo di alcuni episodi tratti dal romanzo di Giorgio Bassani “Il giardino dei Finzi Contini”. Quell’anno, il 1938, che ha spaccato le menti e i cuori di molti italiani, è stato riletto dagli studenti sotto la guida delle docenti Claudia Minchillo e Rossella Zanni, la scuola ha così incrociato la storia per diventare valori, cittadinanza attiva, responsabilità verso la comunità civile.

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