Ancora guai per Luigi Compiano: a processo per un falso in bilancio da 2 milioni

In attesa del procedimento madre per la bancarotta da 36 milioni della Nes previsto a metà dicembre, Compiano è stato rinviato a giudizio per le grane della società Autocom srl

TREVISO Le grane giudiziarie per Luigi Compiano continuano: l’ormai ex patron della North East Services dovrà affrontare un nuovo processo. In attesa dell'udienza preliminare per il procedimento madre riguardo la bancarotta da 36 milioni di euro della Nes fissata per il prossimo 15 dicembre, Compiano è stato rinviato a giudizio per un falso in bilancio da due milioni di euro riguardo la Autocom srl, una delle società del gruppo. Difeso dagli avvocati Piero Barolo e Boris Cagnin, dovrà presentarsi in aula a metà marzo.

Il gup Silvio Maras, nel disporre il rinvio a giudizio, ha anche dichiarato il non luogo a procedere perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in merito a una dichiarazione infedele da 700 mila euro sempre riguardo la Autocom srl.

Stando alle contestazioni della Procura di Treviso, Compiano era accusato di aver dichiarato elementi passivi relativi a presunte spese di acquisto, custodia e manutenzione nel bilancio della società Autocom quando invece riguardavano la sua personale collezione di auto di lusso. Accusa per la quale è stato disposto il non luogo a procedere.

Non è stato così per il secondo reato contestato, ovvero quello di falso in bilancio. Secondo la tesi della Procura l'ex patron della Nes in qualità di legale rappresentante della Autocom avrebbe iscritto a bilancio circa 2 milioni di euro come riserva disponibile, derivanti dalla presunta vendita di alcune autovetture.

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Vendita che però secondo il pm Massimo De Bortoli, titolare del fascicolo, non sarebbe mai avvenuta: le auto sarebbero infatti rimaste all’interno nei capannoni di Villorba di Compiano e quell’escamotage sarebbe stato utilizzato al solo scopo di far comparire i bilanci societari più sani di quanto fossero in realtà. Ricostruzione che i legali di Compiano contestano tanto da scegliere di affrontare il processo per dimostrare la loro infondatezza di fronte al giudice.  

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