Fisco, scuola di danza evade circa un milione di euro

La Guardia di Finanza di Treviso ha scoperto una finta associazione sportiva dilettantistica che celava una scuola di ballo. I suoi gestori hanno truffato il fisco per circa un milione di euro

La spacciavano per un’associazione sportiva, per usufruire dei benefici fiscali, in realtà si trattava di una scuola di danza. Smascherati dalle Fiamme Gialle trevigiane, due coniugi sono finiti nei guai per non aver dichiarato guadagni per circa 900mila euro e non aver versato Iva per 250mila euro.

L’altarino è stato scoperto dopo una lunga e minuziosa attività di indagine della Guardia di Finanza di Castelfranco Veneto, condotta in seno alle verifiche del Comando provinciale nel cosiddetto “terzo settore” e volte all’individuazione di enti di tipo associativo che usufruiscono di agevolazioni fiscali senza averne il titolo.

Dalle discordanze emerse dalle interrogazioni alle banche dati della Finanza e dalle dichiarazioni dei redditi riferite agli anni dal 2007 al 2011, le Fiamme Gialle hanno individuato quella che avrebbe dovuto essere un’associazione sportiva dilettantistica.

L’associazione, all’apparenza, aveva un reddito e un volume di affari davvero esiguo. In seguito a degli approfondimenti, però, è emerso che l’associazione non aveva i requisiti soggettivi e oggettivi che legittimassero i benefici fiscali di cui usufruiva. Tali benefici  consistevano nell’applicazione dell’aliquota Ires sul solo 3 per cento del reddito dichiarato, mentre il restate 97 per cento ne era esente.

Per ricostruire le reali entrate dell’associazione, i militari castellani hanno portato avanti accurate indagini ed effettuato numerosi controlli sulla coerenza esterna, incrociando anche i dati relativi ai rapporti con gli apparenti associati.

Il risultato è stato la scoperta di una scuola di danza classica e moderna dietro l'associazione, gestita da una coppia di coniugi secondo criteri lontani dalla democraticità prevista dallo statuto. Nessuna traccia di attività sportive, ricreative e solidaristiche, ma una intensa attività commerciale. La scuola di danza, infatti, aveva visibilità nazionale e internazionale.

I finanzieri hanno accertato ricavi non dichiarati e non contabilizzati per circa 900mila euro e Iva evasa per 250mila euro. E come se non bastasse marito e moglie si avvalevano anche della collaborazione di un lavoratore in nero.
  

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