Foglio di via per Susanna Moro, attivista del collettivo Ztl Wake Up

La giovane secondo è stata colpita dal provviedimento notificato dalla Questura. Ztl: "Accuse ridicole e inaccettabili, ci attiveremo"

TREVISO — Prima la rissa, poi le denunce. E adesso un foglio di via. Il provvedimento è stato notificato dalla Questura di Treviso a Susanna Moro, esponente del collettivo Ztl Wake Up che, secondo gli investigatori, avrebbe partecipato alla violenta lite avvenuta tra il gruppo e i militanti di Forza Nuova venerdì scorso. Il collettivo Ztl ha subito espresso solidarietà nei confronti della ragazza. “Ancora una volta tale provvedimento, la cui condizione necessaria sarebbe la “pericolosità sociale” dell'interessata, colpisce una persona incensurata che abita in un piccolo comune confinante, il cui centro d'interesse per servizi, amicizie e trasporto per l'università è chiaramente la città di Treviso – si legge in una nota di Ztl su Facebook -. Il foglio di via è motivato da un presunto ruolo di Susanna nell'episodio di autodifesa antifascista della settimana scorsa”.

Con la notifica del foglio di via, la giovane per tre anni non potrà mettere piede a Treviso. Erano circa le 2 di notte quando in centro a Treviso era scoppiata una zuffa tra il collettivo e Forza Nuova. Le prime indagini avevano portato gli agenti a denunciare diverse persone coinvolte. Ma la polizia sta tutt’ora proseguendo gli accertamenti al fine di ricostruire con precisione quanto accaduto quella notte. “Ovviamente le indagini sono lungi dall'essere concluse e difficilmente la Questura potrà provare granché su Susanna, a parte la presenza sul luogo dove si sono svolti i fatti, se non altro per ovvie ed evidenti ragioni “corporee” – continua la nota di Ztl -. Insomma siamo alle solite, la questura rifiuta di attendere che le vicende giudiziarie facciano il proprio corso e mette in campo per la settima volta l'uso politico di uno strumento di dubbia legittimità, cogliendo ogni occasione buona per “esiliare” un membro del collettivo”. Il gruppo si riferisce a episodi simili che nei mesi scorsi hanno visto coinvolti diversi esponenti del collettivo colpiti dal foglio di via, come il caso di Ruggero Sorci, finchè il Tar aveva stabilito l’illegittimità del provvedimento.

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"Ruggero ha dovuto rimanere per sei mesi a Ponzano prima che il Tar stabilisse l'illegittimità del provvedimento e bocciasse il foglio di via, ma questo non ha scoraggiato il questore Cacciapaglia. Due membri del collettivo, Simone e Francesco, sono banditi da Treviso ormai da più di un anno per un foglio di via motivato dalle sole occupazioni di stabili abbandonati – concludono i membri del collettivo -. L'accusa di pericolosità sociale nei confronti di Susanna è ridicola ed è inaccettabile che non possa tornare in quella che di fatto è la sua città per ben tre anni, per questo riattiveremo le mobilitazioni contro i provvedimenti restrittivi della Questura di Treviso”.

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