Omicidio di Fontane, i testimoni: «Non ricordiamo quel che è successo»

Sentiti nel corso di un incidente probatorio tre giovani, indagati anche per rissa, presenti sul luogo del delitto: uno di loro ha confermato di aver visto Florin Ionut Stingaciu accoltellare il loro amico Igor, il moldavo 28enne vittima della furia omicida del rumeno

Il luogo dell'omicidio e la vittima

Non ricordano quello che è successo perché "troppo scioccati". Questo hanno detto al gip Bruno Casciarri i tre ragazzi ascoltati oggi, venerdì, durante l'incidente probatorio svoltosi nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Igor Ojovanu, il 20enne di origine moldava accoltellato a morte il 28 settembre scorso a Fontane. Per la Procura l'assassino sarebbe il 26enne romeno Florin Ionut Stingaciu, attualmente in custodia cautelare nel carcere di Treviso insieme all'amico 28enne albanese Rubin Xhika, accusato di tentato omicidio plurimo.

I tre testimoni, tutti presenti sulla scena del delitto, sono stati sentiti non solo in qualità di testimoni ma anche di indagati: i legali di Xhika, gli avvocati Alessandra Nava e Fabio Crea, sono infatti convinti che la tragedia sia stata il drammatico epilogo di una rissa per la quale hanno denunciato tutti quelli che si trovavano sul piazzale in cui è avvenuto il dramma, amici che quella sera stavano festeggiando con Igor un addio al celibato.

Nessuno dei giovani ha confermato la rissa, dicendo di non ricordare bene quello che è successo ma uno di loro avrebbe visto Stingaciu colpire il 20enne. Secondo la ricostruzione che emerge dal racconto dei tre Stingaciu e Xhika sarebbero scesi dall'appartamento del romeno dopo un diverbio con i ragazzi e li avrebbero inseguiti. Il romeno, secondo quanto riferito, stringeva in mano un coltello. Dopo l'inseguimento i due indagati sarebbero ritornati verso casa. E' a quel punto che una decina tra i presenti sarebbero invece tornati indietro e avrebbero nuovamente affrontato il romeno e l'albanese. "Volevamo chiarire le cose" hanno detto al giudice, apparso sorpreso del fatto che si fossero avvicinati a mani nude ad un soggetto che sapevano esser armato.

Per la difesa di Xhika e Stingaciu il 26enne non sarebbe stato però l'unico a brandire un coltello. Lo confermerebbero le ferite da arma da taglio al collo e alla testa di Stingaciu e quelle alle gambe riportate dalla fidanzata di Stingaciu. Mentre il colpo alla testa rimediato da Xhika e per il quale il 28enne è stato medicato in ospedale a Treviso sarebbe la conferma della rissa.

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