Veneto Banca, Feba Cisl: "Fusione sarà molto pericolosa"

Massimiliano Paglini: “Il tentativo di costringere Veneto Banca ad un’aggregazione sbagliata è immotivato e pericoloso”

TREVISO -  Prosegue la faticosa evoluzione di Veneto Banca, nello scenario di una fusione, o aggregazione, che Feba Cisl ritiene sbagliata e pericolosa, che costringe ad una seria riflessione soprattutto per le conseguenze lavorative. Massimiliano Paglini, Segretario Generale della Fiba Cisl di Belluno Treviso entra nel merito delle voci di fusione con altre banche popolari del Veneto e ritiene doveroso che tutti i soggetti interessati (lavoratori -  attraverso i loro rappresentanti -  amministratori locali, soci e clienti) entrino nel merito per considerare le possibili ricadute.

“Come è possibile difendere l’occupazione sui territori dove essa è presente se per effetto di un’aggregazione non ci dovesse più essere tutta o parte dell’impresa stessa? – dichiara Paglini – Il rischio è quello di 2000 esuberi di dipendenti, minor capacità di erogare credito alle imprese, una più alta concentrazione di rischio per gli investitori e probabilmente un neo potere lobbistico al quale obbligatoriamente fare riferimento. Se poi la fusione fosse con la Popolare di Vicenza tali dinamiche si accentuerebbero ancor di più per la sovrapposizione delle due banche, soprattutto sui  territori del Veneto e della Lombardia. Ad occhi più attenti non può sfuggire ciò che è successo con le fusioni delle Cassa di risparmio locali, nei grandi Gruppi bancari, ad iniziare da Cassamarca, Cassa di Risparmio di Padova Rovigo, per citare alcuni esempi. Nessun dubbio sul mantenimento dell’autonomia da parte del nuovo CdAIl sistema bancario ha espulso in questi mesi 40.000 dipendenti e distrutto valore degli investimenti dei risparmiatori, diminuendo il credito alle imprese e depauperando i territori di appartenenza. Solo per il territorio Veneto, Treviso in particolare, si stima un effetto povertà pari ad un miliardo di euro nel caso di una possibile fusione".

“Basta raffrontare le quotazioni di borsa dei principali titoli bancari, dalle fusioni ad oggi, per capire quanta ricchezza è stata distrutta. – prosegue Massimiliano Paglini Fiba Cisl - Veneto Banca, con il Piano Industriale 2014/2016-18 e con le rassicuranti dichiarazioni del Direttore Generale, non determinerà esuberi di personale e implementerà il numero degli addetti da subito, con 30 nuove assunzioni annunciate. Riteniamo che questa sia la strada corretta, manifestando con misure concrete che la banca è viva e vuol far ripartire quel percorso di sviluppo virtuoso che l’ha vista protagonista nei territori di appartenenza. Ciò avverrà se vi sarà la capacità di investire sulle potenzialità e sulle professionalità cresciute nel tempo, anche all’interno della struttura stessa. Proprio su questo punto è apparso forte e chiaro l’impegno della nuova governance. Noi, come lavoratori, faremo la nostra parte nel rispetto dei ruoli e degli interessi di tutti i soggetti coinvolti.”

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