Il George Washington del Canova celebra il legame tra Veneto e Stati Uniti

La mostra dedicata all’unica opera eseguita dal grande scultore veneto per l’America, in programma il prossimo anno, prima alla Frick Collection di New York (22 maggio - 23 settembre) e poi alla Gypsotheca e Museo di Possagno (10 novembre 2018 - 22 aprile 2019)

POSSAGNO Si chiamerà semplicemente Canova’s George Washington, Il Canova di George Washington, la mostra dedicata all’unica opera eseguita dal grande scultore veneto per l’America, in programma il prossimo anno, prima alla Frick Collection di  New York (22 maggio - 23 settembre) e poi alla Gypsotheca e Museo di Possagno, in provincia di Treviso (10 novembre 2018 - 22 aprile 2019). Il progetto espositivo – creato e costruito da Xavier F. Salomon, capo curatore della Frick Collection, in collaborazione con Mario Guderzo, direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova e con la Venice International Foundation e la Friends of Venice Italy Inc. – è stato presentato oggi a Venezia, a palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto, dall’assessore alla cultura, Cristiano Corazzari, dalla presidente della Fondazione Antonio Canova, Franca Coin, e dagli stessi Salomon e Guderzo e dai sindaci di Possagno, Gianni De Paoli e di Asolo, Mauro Migliorini.

“Si tratta di una iniziativa di altissimo valore culturale – ha esordito Corazzari – con cui celebrare, da una sponda all’altra dell’oceano, uno dei più grandi protagonisti di sempre dell’arte scultorea. Canova continua a essere un ambasciatore della cultura veneta nel mondo, un maestro la cui fama ed eccellenza varcarono i confini dei continenti quand’era in vita e che rimarrà per sempre figura simbolo di una terra che non solo custodisce un enorme patrimonio artistico, ma ha anche saputo esportare genio, bellezza e quegli straordinari valori di civiltà che appartennero alla Repubblica Serenissima e furono un modello per i nascenti Stati Uniti d’America”. “La Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno e la Frick Collection di New York potranno iniziare un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale italiano in cui Canova fu un grande protagonista – ha detto la presidente Franca Coin –, non dimenticando anche il ruolo fondamentale che egli ebbe nel recupero delle opere d’arte prelevate dall’Italia. Con la sua abilità diplomatica convinse i francesi a restituire importanti capolavori trafugati da Napoleone”.

Nel 1816 il Parlamento della North Carolina commissionò ad Antonio Canova una statua di Washington, primo presidente degli Stati Uniti d’America. A proporre l’artista veneto fu Thomas Jefferson, terzo presidente degli USA, ma anche architetto e uomo di cultura, il quale era convinto che nessun americano sarebbe stato in grado di affrontare tale impresa, che poteva essere affidata solo al più grande scultore d’Europa e quindi del mondo, cioè Canova. Il monumento celebrativo, che rappresentava Washington nelle vesti di un condottiero romano, venne collocato nella State House di Raleigh, capitale della North Carolina, nel 1821, ma solo dieci anni più tardi un incendio lo distrusse, riducendolo in frammenti.

Fortunatamente nella Gypsotheca e Museo di Possagno si conserva il modello originale in gesso a grandezza naturale eseguito da Canova nel 1818, che sarà il pezzo più importante di questa mostra che ripercorre la storia del capolavoro perduto, insieme a bozzetti preparatori, disegni e incisioni. “Se non fosse andata distrutta – ha sottolineato Xavier Salomon –, il Washington di  Canova costituirebbe oggi senza dubbio uno dei principali tesori artistici degli Stati Uniti. L’obiettivo di questo progetto è ridare vita a uno tra i più importanti capolavori europei del XIX secolo che raggiunsero l’America quando la storia della nuova nazione era agli albori. La statua incarna uno dei primi rapporti tra Italia e Stati Uniti e attraverso questa mostra ci auguriamo di rinnovare tale amicizia”.

“Questa iniziativa internazionale – ha concluso Guderzo – colloca Canova nella posizione che merita: il più grande interprete del Neoclassicismo. Ma conferma anche l’enorme valore della Gypsotheca e Museo di Possagno, suo paese natale, dove è  conservata l’intera produzione di modelli originali di uno scultore che utilizzava una metodologia particolare nella creazione di opere in marmo: una palese attestazione del valore del patrimonio culturale della terra veneta”.

Potrebbe interessarti

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti