In azienda scattano gli insulti razzisti ad un operaio: i colleghi indicono uno sciopero

L'episodio qualche giorno fa all'interno della sede della Gls Enterprise di Ponzano Veneto. A sostegno dei lavoratori sono subito intervenuti i sindacalisti ADL Cobas

"Qualche giorno fa all’interno del magazzino GLS Enterprise di Ponzano Veneto si è verificato un episodio gravissimo: il Responsabile aziendale della società in appalto per cui lavorano i facchini (New Mastercourier), per futili motivi ha iniziato ad urlare insultando un lavoratore con epiteti irripetibili e poi, non contento dell’umiliazione inflitta al lavoratore, è sbottato con l’insulto razzista 'Negro di ...'. A questo episodio erano presenti almeno 10 lavoratori, anche perché il responsabile urlava, ed è così è scaturita, spontanea, l’indignazione". A riportare questo increscioso episodio all'interno della sede aziendale trevigiana sono i sindacalisti di Adl Cobas di Treviso.

"I lavoratori presenti si sono subito fermati ed hanno indetto un’assemblea con i delegati di Adl Cobas. Tutti insieme, uniti, hanno deciso che la discriminazione razziale non può essere tollerata in alcun modo, oltre agli insulti ed alle umiliazioni. E così hanno proclamato lo sciopero immediato, e tutti insieme si sono fermati e sono usciti dal magazzino, lasciando il capo solo con i suoi pacchi da scaricare - raccontano dal sindacato - In un mondo in cui i razzisti sono al governo, in cui si tenta di contrapporre i poveri ed i lavoratori ad altri poveri e lavoratori, riteniamo questo un episodio di grande dignità e valore: tutti i colleghi, a prescindere dalla loro nazionalità o dal colore della pelle, hanno scioperato per difendere un collega da un razzista. In questi giorni stiamo predisponendo la denuncia penale nei confronti del razzista, e, come Adl Cobas, abbiamo già chiesto che sia allontanato".

"Come Adl Cobas, insieme ai lavoratori, siamo sempre stati protagonisti nelle battaglie per il miglioramento delle condizioni economiche ma soprattutto della dignità dei lavoratori, sperimentando che chi sfrutta, chi specula, chi non ci rispetta, non sono certo i più poveri di noi, ma quelli che stanno sopra, e magari sventolano bandierine nazionali - concludono i sindacalisti - Anche per questi motivi saremo ancora più convintamente alla manifestazione di sabato 9 febbraio a Venezia, per dire no al Decreto salvini e no ai razzisti".

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